Recovery Plan, l’impatto dei fondi Ue sul Pil italiano ed europeo

Economia

Giorgio Rizza

Le previsioni della Commissione europea intravedono per i prossimi due anni il recupero dell'economia del Vecchio Continente dopo il crollo causato dalla pandemia, anche grazie ai fondi del Recovery Plan, un recupero che interessa anche il nostro Paese. Lo Skywall 

Nelle sue ultime previsioni di primavera, la Commissione europea guarda al futuro con più ottimismo. L’economia del Vecchio Continente, dopo il crollo del Pil di oltre il 6% nel 2020 causa Pandemia, dovrebbe crescere infatti del 4,2% nel 2021 e del 4,4% nel 2022, grazie alle vaccinazioni, alle riaperture delle attività economiche, ma anche grazie ai fondi europei del Recovery Plan che vengono presi in considerazione anche se in modo parziale nelle stime.  L’impatto complessivo sul Pil europeo al 2022 è stato calcolato con un +1,2%.  

Le stime della Commissione Ue per l’Italia

Per l’Italia ci sono almeno tre buone notizie, ma anche due elementi che devono continuare a farci riflettere.  La prima cosa positiva è che dopo il crollo del Pil nel 2020 a -8,9% per l’emergenza virus, anche qui con vaccini, riaperture e investimenti del Recovery Plan dovremmo crescere quest’anno del 4,2% e del 4,4% nel 2022. Le stime di Bruxelles sono un po’ più prudenti rispetto agli obiettivi fissati dal governo nell'ultimo Documento di Economia e Finanza, ma solo di qualche decimale in meno. 

Ricordiamo che secondo il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel 2026, il Pil dovrebbe ricevere una spinta aggiuntiva del +3,6%.

Nelle previsioni l'Italia non più ultima in Europa

La seconda buona notizia è che non siamo più ultimi per ritmo di crescita. Da anni e anni infatti ci eravamo abituati ad essere il fanalino di coda dell’Europa. Guardando al confronto con gli altri grandi Paesi europei c'è poi una sorpresa: con il nostro +4,2% superiamo addirittura la Germania che si ferma ad un +3,4%. È un’altra Italia-Germania 4 a 3, ma ovviamente non stiamo parlando della storica semifinale ai Mondiali di Calcio del Messico nel 1970, anche se Berlino ha perso molto meno di noi nel 2020 e dunque ha meno da recuperare.  

Infine ora la nostra crescita è perfettamente allineata con la quella della media europea.  Un traguardo che non ci vede certo abituati, basti pensare che negli ultimi 20 anni, mentre noi crescevano solo del 7,9%, il Pil in Germania aumentava del 30,2%, in Francia del 32,4%, in Spagna saliva del 43,6%. 

Il Pil Italia ancora sotto livelli pre-pandemia nel 2022

Adesso i due elementi su cui riflettere: nonostante i valori di crescita che abbiamo visto, nel 2022 saremo l’unico Paese della Zona euro che non sarà riuscito del tutto a recuperare le perdite della Pandemia, il Pil sarà ancora 0,9 punti percentuali sotto quello pre-covid del 2019, ci mancheranno insomma circa 16 miliardi.  

Ma saremo anche l’unico Paese dell'Unione europea insieme alla Grecia, che non avrà rimontato nemmeno la caduta del Pil della grande crisi finanziaria iniziata nel 2008. Gli altri lo hanno fatto da anni, noi alla fine del 2022 saremo lontani di 4,9 punti da quel livello. 

Per ripresa non basterà tornare ai livelli Pil pre-covid

In conclusione, per l’Italia non basterà tornare ai valori pre-crisi del 2019. La spinta del Recovery Plan dovrà permettere al Paese di crescere in modo da superare questo stato di quasi stagnazione permanente, alternata a qualche recessione, che da anni affligge la nostra economia. 

 

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