Dal Cdm scostamento bilancio da 40 miliardi. DEF: pil +4,5% nel 2021

Economia

Vittorio Eboli

Il Governo stanzia altri 40 miliardi (dopo i 32 dell'ultimo scostamento di bilancio del governo Conte,  a gennaio) per sostenere le categorie più colpite dalla crisi da restrizioni. Sono soldi in deficit, andranno reperiti con nuovo debito: e i conti pubblici peggioreranno, lo spiega il DEF 

Nelle intenzioni del Governo, è l’ultimo scostamento di bilancio prima della ripartenza con le graduali riaperture in vista dell’estate; ma la stessa speranza aveva accompagnato il Deficit da 32 miliardi di gennaio. Il consiglio dei ministri ha deciso di chiedere al Parlamento l’autorizzazione a ulteriori 40 miliardi di indebitamento, da utilizzare per il prossimo decreto sostegni. Dovrebbe arrivare in tempi brevi, entro fine aprile. Cifra come da previsioni della vigilia, nonostante il pressing dei partiti di centrodestra per uno stanziamento maggiore. Gli aiuti si concentreranno soprattutto sulle imprese, visto che le risorse per la cassa integrazione sono già state stanziate nel precedente decreto.

 

DEF, pil in recupero, il deficit sfiora il 160% 

Il Governo ha anche approvato il Documento di economia e finanza, la cornice entro cui poi scrivere la manovra finanziaria d’autunno. La crescita prevista, per il nostro pil, è del 4,5%. Meno del 6% stimato alla fine dell'anno scorso, prima della seconda ondata covid, ma meglio del 4% circa delle indiscrezioni della vigilia. L’anno prossimo crescerà del 4,8%, poi del 2,6% nel 2023 e dell’1,8% nel 2024: tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio, sottolinea Palazzo Chigi, dopo il crollo di quasi il 9% dell'anno nero 2020, caduta che sarà riassorbita non prima della fine del 2022. I conti pubblici, per effetto dei soldi messi per tamponare l’emergenza contestualmente alla caduta dell’economia nel 2020, sono destinati ovviamente a peggiorare: il rapporto deficit/PIL è stimato all’11,8% nel 2021, e per riaverlo sotto il fatidico 3% del patto di stabilità (tuttora sospeso) dovremo attendere il 2025. Il rapporto debito/PIL, quest’anno, andrà a sfiorare il 160%.

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