Bonus 600 euro, i parlamentari potrebbero riceverlo ancora

Economia

Lorenzo Borga

In caso di nuovo lockdown, le regole attuali prevedono che i parlamentari con partita Iva e iscritti all'Inps sarebbero ancora in grado di chiedere il bonus.

Conosciamo molti elementi del bonus 600 euro che è stato chiesto da alcuni parlamentari e che ha fatto scatenare la polemica.

 

Manca però un'informazione importante. E cioè: se un domani malauguratamente il paese dovesse tornare in lockdown e fosse distribuita una nuova tranche del bonus, i parlamentari potrebbero chiedere nuovamente l'aiuto? Anzi, potrebbero addirittura vederselo accreditato in automatico dall'Inps, come successo a molti autonomi a maggio? Secondo le norme attuali, se rimanessero invariate, sì.

 

Il bonus 600 euro salito a 1000 a maggio non prevede infatti alcun limite di reddito per gli iscritti all'Inps. Lo hanno confermato a SkyTG24 alcuni commercialisti, come Gianluca Timpone. Riferendosi ai parlamentari ci ha detto in diretta: "Nulla preclude a queste persone di poter beneficiare del bonus 600 euro o 1000 euro", nel caso si riaprissero le domande.

 

Il decreto "rilancio" rispetto a marzo e aprile aveva introdotto un requisito sul fatturato, ma non sul reddito dichiarato da lavoro dipendente. E dunque il bonus hanno continuato a incassarlo anche coloro che percepiscono buste paga elevate, come i parlamentari, purché avessero perso un terzo di fatturato rispetto a marzo e aprile 2019. Un calo però che può far riferimento anche ad attività poco redditizie o momentaneamente sospese a prescindere dalla quarantena.

 

Lo stesso non è accaduto per gli iscritti alle casse private, come avvocati, giornalisti, ingegneri e via dicendo: per loro fin da marzo il Ministero del Lavoro aveva deciso con un decreto che il bonus lo avrebbero potuto incassare solo coloro che avevano dichiarato un reddito totale sotto i 35mila euro, o 50mila purché in questo caso potessero dimostrare un calo del fatturato rispetto al 2019.

 

Per far seguire le parole ai fatti dunque, tocca ora al Governo e al Parlamento il compito di modificare la legge nello sventurato caso in cui quei soldi dovessero tornare a servire ai lavoratori autonomi. Sperando che non sia necessario.

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