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Popolare di Bari, dal Fondo Interbancario subito 310 milioni

Economia

Il Fitd si impegna per un importo massimo di 700 milioni nel progetto per il salvataggio, che prevede un rafforzamento patrimoniale di 1,4 miliardi di euro. Dopo le festività riprende anche l’iter del decreto legge del governo

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In soccorso della Popolare di Bari arriva il sistema bancario (COS'È SUCCESSO - L'AUDIO DELL'EX AD: "CONTI TAROCCATI" - PATUANELLI ATTACCA BANKITALIA). Il Fondo Interbancario di tutela dei depositi interverrà subito con 310 milioni di euro, come approvato all'unanimità dal Consiglio del Fondo dopo la richiesta avanzata venerdì scorso dai commissari, e si impegna per un importo massimo di 700 milioni. Un altro passo verso la risoluzione della crisi dell’istituto, che si innesta nell'ambito di un intervento più ampio per il quale il Governo ha già annunciato un'iniezione di capitali da 900 milioni da realizzare tramite il Mediocredito Centrale e che punta alla creazione di un istituto per il Sud.

Un progetto da 1,4 miliardi di euro

L’intervento del Fitd avviene attraverso un versamento in conto futuro aumento di capitale della banca, e ha carattere anticipatorio nel quadro di un più ampio progetto di rafforzamento patrimoniale di 1,4 miliardi di euro da realizzare nei prossimi mesi. Ma la definizione esatta dalla cifra è legata al piano che i due commissari, Antonio Blandini e Enrico Ajello, presenteranno una volta concluso l'esame di attivi e passivi della Popolare, e con esso la determinazione del fabbisogno patrimoniale. L'intervento del Fondo "assicura stabilità al gruppo e tutela l'occupazione", sottolinea il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che ora chiede un "salto di qualità con figure di altissimo livello". E, per quanto riguarda "eventuali esuberi, solo pensionamenti e prepensionamenti volontari".

I prossimi step del decreto

Intanto anche il governo continua a occuparsi del caso, con il decreto legge per "il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d'investimento" che riprenderà il proprio iter dopo le festività. La commissione Finanze della Camera ha fissato la scadenza per gli emendamenti a lunedì 13 gennaio, dopo un ciclo di audizioni. A partire saranno l'8 i sindacati, Federcasse, Invitalia, Mediocredito centrale e i rappresentanti del Fondo interbancario. Il giorno successivo sarà la volta di Consob, dei sindaci di Bari e Teramo (Antonio Decaro e Gianguido D'Alberto) e della Banca d'Italia. A chiudere il 10 gennaio il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.