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Cgia: tra Imu-Tasi, Tari e acqua non vengono pagati 7,6 miliardi l’anno

i titoli di sky tg24 delle 18 del 7 dicembre

3' di lettura

L’associazione di artigiani e piccole imprese di Mestre stima che l’evasione di queste bollette pesi su Comuni e società che raccolgono rifiuti ed erogano il servizio idrico. Morosità al Sud più alta che nelle altre zone d’Italia

Tra l'evasione dell'Imu-Tasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell'acqua, gli italiani non pagano 7,6 miliardi di euro all'anno. Lo ha calcolato la Cgia di Mestre, secondo cui, a pagare il conto dei mancati introiti sono i Comuni e le società che si occupano della gestione dei rifiuti urbani e/o erogano il servizio idrico, spesso controllate dalle stesse Amministrazioni comunali dove operano (COSA SONO IMU E TASI E QUANDO SI PAGANO).

Al Sud 40% morosità più della media di Centro e Nord

La Cgia ha stimato l'evasione e le morosità degli italiani dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio REF Ricerche, CRIF Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l'acqua). "Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato dice Paolo Zabeo della Cgia -, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell'acqua a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un'incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40 per cento: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord" (IMU E TASI 2019, IL 16 DICEMBRE SCADE LA SECONDA RATA).

Cosa cambia con la legge di bilancio 2020

Nonostante l'evasione, il blocco degli aumenti dei tributi locali avvenuto tra il 2015-2018 e il taglio ai trasferimenti dello Stato centrale, i Sindaci hanno comunque trovato il modo di compensare, almeno in parte, queste mancate entrate agendo sulle tariffe locali. Con la legge di bilancio 2020 le cose sono destinate a cambiare. La manovra, infatti secondo la Cgia, prevede la "Riforma della riscossione degli enti locali" che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell'ingiunzione. Si tratta per la Cgia dell'atto unico di accertamento che - al pari di quanto già oggi vale per l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a livello di tributi erariali - contiene in sé tutti gli elementi di titolo idoneo anche al pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio.

I dati regione per regione

Secondo i dati del Ministero dell'Interno riferiti al 2016 (ultimo anno disponibile), a fronte di 22,1 miliardi di gettito complessivo, la stima dell'evasione Imu-Tasi ammonta a 5,1 miliardi di euro, di cui 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord, 1,81 miliardi a quelli del Sud e 1,4 miliardi a quelli del Centro. Per quanto riguarda la propensione all'evasione (o propensione al tax gap) spicca il dato della Calabria pari al 43,2 per cento, quello della Campania attestatosi al 38,5 per cento e quello della Sicilia al 36,6 per cento. Le regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (tax gap al 21,7 per cento), la Lombardia (20,6 per cento), la Liguria (18,3 per cento) e l'Emila Romagna (tax gap al 17,8 per cento) che è la regione dove la propensione all'evasione è la più bassa in assoluto.

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