Rider, c'è l'intesa: sì al subordinato e tutele minime per gli occasionali

Economia
Foto: Ansa

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha fatto sapere che la maggioranza ha trovato un accordo sulla questione ciclofattorini e che verrà presentato un emendamento al Decreto Crisi. Per un gruppo di 800 lavoratori però questi termini sono "insensati e pericolosi"

"La maggioranza ha trovato l'accordo sui rider". Ad annunciarlo è il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (CHI È), aggiungendo che "l'emendamento, che sarà presentato al cosiddetto Decreto Crisi al Senato, prevede per i ciclofattorini impiegati in maniera continuativa le tutele del lavoro subordinato". Per chi invece lavora in maniera occasionale, precisa il ministro, "ci sarà un pacchetto minimo di diritti inderogabili (divieto di cottimo, paga minima oraria collegata ai Ccnl, salute e sicurezza, tutele previdenziali) a cui può affiancarsi una regolamentazione specifica tramite la stipula di contratti collettivi". Un gruppo di 800 riders, però, non è soddisfatto di questo accordo che viene descritto come "insensato e pericoloso".

Catalfo: "Finalmente maggiori diritti e tutele"

Secondo quanto fa sapere il Ministero, il principale obiettivo di questo intervento "è stimolare, anche in tale settore, la contrattazione collettiva che avrà il compito di regolare in concreto la figura dei rider". Il ministro Catalfo si dice "molto soddisfatta" perché, sottolinea, "finalmente anche questi lavoratori avranno maggiori diritti e tutele".

Un gruppo di rider: "Dalla padella alla brace"

Il gruppo di rider che nei giorni scorsi si è opposto alla prima versione del decreto non è rimasto soddisfatto dell’accordo raggiunto. Così, in una nota, in cui si fa presente come la petizione promossa abbia avuto 800 firme, il portavoce della protesta, Nicolò Montesi, afferma: "Siamo passati dalla padella alla brace". L'emendamento su cui la maggioranza ha trovato l'intesa, sottolinea, "è insensato e pericoloso, perché obbliga le piattaforme a trovare un accordo coi sindacati tradizionali, ma i rider iscritti ai sindacati si contano sulle dita di una mano e il motivo è semplice: siamo lavoratori autonomi e quello che propongono i sindacati è lontano anni luce da quello che interessa a noi". Per questa ragione, si torna a chiedere "un incontro urgente al ministro Catalfo per arrivare a una soluzione condivisa: il decreto potrebbe essere corretto semplicemente dando a reali rappresentanti dei rider il potere di trattare a livello aziendale con ciascuna piattaforma, indipendentemente se parte di sindacati tradizionali oppure no".

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