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Google, 50 procure Usa lanciano indagine antitrust: "Sospetto abuso posizione dominante"

2' di lettura

Quasi tutti gli stati statunitensi hanno lanciato l’indagine per verificare se c’è una minaccia della libera concorrenza e a danno della tutela dei consumatori. L'annuncio è stato dato dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton

50 procure di 48 stati Usa hanno annunciato un'indagine antitrust su Google, sospettata di abuso della posizione dominate minacciando la libera concorrenza e a danno della tutela dei consumatori. L'annuncio è stato dato dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha parlato a nome di tutti gli altri stati, spiegando come si indagherà per capire se davvero Google "domina tutti gli aspetti riguardanti la pubblicità e la ricerca sul web". L'inchiesta si somma dunque a quella già in atto a livello federale che coinvolge anche altri giganti della Silicon Valley come Facebook. 

Lavoro bipartisan

Gli unici due stati americani che non partecipano all'iniziativa sono la California, dove l'azienda ha la sua sede centrale, e l'Alabama. "È un tema molto importante della nostra epoca. Molti consumatori credono che Internet sia gratuito, ma noi abbiamo imparato che non lo è", ha detto il procuratore generale, un repubblicano che dirige la coalizione dei pubblici ministeri. L'inchiesta è bipartisan, dal momento che coinvolge procure guidate sia da repubblicani che da democratici. "Ci siamo riuniti in un'indagine così importante. Mentre democratici e repubblicani provengono da partiti diversi, abbiamo la responsabilità di proteggere i cittadini dei nostri stati", ha spiegato Ashley Moody, un procuratore della Florida, alla stessa udienza (LA MULTA A GOOGLE DELL'UNIONE EUROPEA). 

Le inchieste a livello federale

A livello federale, il Dipartimento di giustizia e la Commissione federale del commercio stanno indagando su Facebook, Apple e Amazon, anche per possibili violazioni della normativa antitrust. Venerdì Google ha detto che aveva ricevuto un reclamo civile di ricerca, essenzialmente un mandato di comparizione, dal Dipartimento di Giustizia il 30 agosto. "Ci aspettiamo di ricevere in futuro simili reclami investigativi da parte dei procuratori generali dello Stato. Continuiamo a collaborare con il (Dipartimento di Giustizia), i regolatori federali e statali negli Stati Uniti e altri regolatori in tutto il mondo", ha commentato l’azienda. La decisione di oggi arriva dopo che venerdì un’altra coalizione di otto avvocati generali di altrettanti Stati ha aperto un'indagine per stabilire se Facebook ha compromesso i dati dei consumatori o se la legge antitrust è stata violata.

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