Live in Roma, la storia di Sara per dire stop ai femminicidi

Cronaca

Sono passati dieci anni dal femminicidio di Sara Di Pietrantonio. All'evento di Sky TG24 a Villa Torlonia il ricordo e la  riflessione per tenere alta l’attenzione sulla violenza di genere, interrogarsi sulle responsabilità collettive e promuovere azioni concrete di prevenzione. Ne parliamo con Alberto Di Pietrantonio, papà di Sara, e Gabriella Marano, psicologa clinica e forense

Sara di Pietrantonio è stata uccisa il 28 maggio 2016 da quello che era il suo fidanzato. A Live In Roma (SEGUI LA GIORNATA IN DIRETTA) il papà Alberto, dieci anni dopo, racconta la storia di sua figlia partendo dal finale: “Quella è la parte più brutta. Tra le 3 e le 4 di notte l’ex ragazzo di Sara la segue in auto, la sperona, la fa fermare. Lui le leva le chiavi della macchina e il cellulare e dà fuoco all’auto. Sara scappa a piedi ma lui la insegue e la soffoca. Poi, non contento, la mette per terra e le dà fuoco: in pratica cerca di distruggere tutto ciò che resta di lei. Lui non le aveva mai messo le mani addosso prima. Non era violenza fisica ma psicologica: lui la offendeva in continuazione, la controllava”. Come capire i fattori di rischio? “Questi delitti non sono mai fulmini a ciel sereno. Per questo bisogna parlarne, come stiamo facendo noi oggi”, ha risposto la psicologa clinica e forense Gabriella Marano. “Non c’era la violenza che lascia segni ma c’era la violenza che correva lungo il filo sottile della violenza psicologica”.

Alla domanda di una studentessa presente in sala che, commossa, ha chiesto come i social media influiscano sulla cultura del controllo, la psicologa ha risposto: “Si sta normalizzando quello che è il possesso, una cosa disfunzionale, chiamandola gelosia. I giovani non riescono a individuare delle azioni per quello che realmente sono”.