Padre Pio, chi era il frate da Pietrelcina diventato santo

Cronaca

Frate cappuccino, è uno dei beati più amati. Arriva nel 1916 a San Giovanni Rotondo e non si sposta più fino alla morte. Ancora oggi, a cinquant'anni dalla morte, attira folle di pellegrini e fedeli da ogni parte d’Italia e del mondo.

Amato dai fedeli, beato dal 1999 e dal 2002 santo. Il frate cappuccino San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nato nel 1887 e morto San Giovanni Rotondo il 23 settembre del 1968, cinquant'anni fa, è una delle figure religiose in assoluto più popolari in Italia. Padre Pio è al centro di una devozione che ha pochi eguali nel mondo. In tantissimi si recavano in pellegrinaggio nella cittadina pugliese che lo ha ospitato per più di 50 anni, dal 1916 alla sua morte. E in tantissimi continuano a fare visita alle sue reliquie. Le sue spoglie a San Giovanni Rotondo hanno attirato generazioni di italiani e stranieri che arrivano in Puglia per venerarle. Ora, cento anni dopo una delle tappe più significative della sua vita, quando Padre Pio descrisse la comparsa delle stimmate sul suo corpo, la ricorrenza viene celebrata a San Giovanni Rotondo nel santuario a lui dedicato.

I primi passi da sacerdote di Padre Pio

Proclamato santo da un altro santo, Giovanni Paolo II, il 16 giugno 2002, nel 2016 le sue spoglie sono state venerate addirittura a San Pietro in occasione del Giubileo della Misericordia, per volontà di Papa Francesco. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce a Pietrelcina nel 1887 in una famiglia di contadini. Entra in noviziato a 16 anni, e il 10 agosto del 1910 viene ordinato prete nel duomo di Benevento e si trasferisce a san Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, dove poi crea dal nulla un grande ospedale e diverse opere caritative.

Le stimmate

La vita di Padre Pio prende una piega del tutto nuova il mattino del 20 settembre del 1918: tutto "avvenne in un baleno", scrive Padre Pio un mese dopo i fatti, il 22 ottobre 1918, in una lettera al suo direttore spirituale padre Benedetto. Dopo la celebrazione della messa nella chiesetta di San Giovanni Rotondo, quando il frate che già in tanti consideravano un santo e chiamavano padre Pio, viene "sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno". Quando si risveglia, come racconta lui stesso nella lettera scritta un mese dopo al suo direttore spirituale, si accorge "che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue". Questa diventa una delle tappe più significative di una vita trascorsa in una delle zone più povere e impervie della Puglia e che porta il frate partito da Pietrelcina attraverso il processo di canonizzazione e a essere quindi proclamato santo.

Le controversie sulle stimmate

Il destino di padre Pio è stato quello di essere amato dai fedeli ma in passato avversato spesso dalle gerarchie ecclesiastiche. I confratelli vengono a sapere delle stimmate e vengono informati i superiori. Padre Pio comincia ad essere circondato da fama di santità e da grande devozione popolare, che dà vita ai Gruppi di preghiera e si traduce anche in forti somme di denaro che arrivano a san Giovanni Rotondo da tutto il mondo. Ma arrivano anche le accuse di essere un impostore. A partire dal 1922 il Sant’Uffizio (l’organo della Curia romana incaricato di promuovere e tutelare la dottrina della Chiesa cattolica) impone misure restrittive nei confronti del cappuccino e utilizza la formula del non constat de supernaturalitate, ovvero non c’è alcuna certezza che i segni manifestati fossero di origine soprannaturale. A Padre Pio vengono imposte alcune restrizioni, come la limitazione del contatto con i fedeli e della durata delle messe. Nel luglio del 1933 Papa Pio XI revoca le restrizioni imposte.

I miracoli attribuiti a Padre Pio

Tra i presunti miracoli che vengono attribuiti a Padre Pio, oltre alle stimmate, ci sono il dono della bilocazione, la profezia, la capacità di leggere nella mente delle persone e la percezione, da parte dei fedeli, di intensi profumi floreali di vario tipo (violette, gelsomino, mughetto, rose ecc.) che si sarebbero manifestati come segno della sua presenza anche dopo la sua morte.

La devozione e la costruzione della “Casa Sollievo della sofferenza”

I fedeli restano devoti a Padre Pio nonostante tutte le critiche e non cessano di rivolgersi a lui per tutto il resto della sua vita. Nel 1950 il numero di persone che si vogliono confessare presso il frate di Pietrelcina è talmente imponente che viene organizzato un sistema di prenotazioni. Nel 1953 papa Pio XII, pontefice dal 1939 al 1958, il più convinto difensore di padre Pio, lo esonera dai voti di povertà e di obbedienza ai superiori affinché, rispondendo solo al Papa, possa guidare i Gruppi e realizzare la "Casa Sollievo della sofferenza", che viene inaugurata nel 1956. Il sacerdote muore in fama di santità il 23 settembre del 1968, all’età di 81 anni. Nel suo testamento ha istituito la Santa Sede quale legataria di tutti i beni della Casa Sollievo della Sofferenza.

La beatificazione e la santificazione di Padre Pio

Le pratiche preliminari per la canonizzazione di Padre Pio iniziano un anno dopo la sua morte, e incontrano molti ostacoli da parte dei più scettici. Vengono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti, e nel 1979 tutto il materiale viene inviato a Roma al vaglio degli esperti di papa Giovanni Paolo II. Il 29 novembre 1982 arriva il nihil obstat (nulla osta) della Chiesa ad avviare il percorso per la canonizzazione, che si apre il 20 marzo del 1983. Il miracolo, accertato come tale dalla commissione medica perché la Chiesa possa proclamarlo santo, è la guarigione rimasta inspiegata dalla scienza di un bimbo, Matteo Pio Colella, colpito da una meningite fulminante. Il 19 aprile 2010 la salma del santo è stata traslata nella cripta della nuova Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, progettata dall'architetto Renzo Piano. Dall’1 giugno 2013 la salma è permanentemente esposta alla pubblica venerazione. Folle di pellegrini, per fede ma anche per semplice curiosità, si fermano in preghiera nel luogo della sua presunta stimmatizzazione.

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