Inchiesta escort su Berlusconi e Tarantini, le tappe dei processi

Cronaca

Tutto nasce dalle rivelazioni di Patrizia D’Addario sulle serate organizzate dall’ex imprenditore barese, condannato in primo grado per reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Ora l'ex premier è stato rinviato a giudizio per aver indotto Tarantini a mentire

Il gup del Tribunale di Bari il 16 novembre 2018 ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per il reato di induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria sulla vicenda escort. Il processo inizierà il 4 febbraio 2019.  L'ex premier è accusato di aver pagato l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009. E Tarantini avrebbe mentito, dicendo che Berlusconi non sapeva che quelle donne fossero prostitute. Ecco le tappe della vicenda e dei due filoni processuali.

L’inizio della vicenda nel 2009

Tutto inizia nel 2009 con le dichiarazioni di Patrizia D'Addario. La donna, ex escort barese, racconta ai magistrati prima e ai giornali poi di folli notti con Berlusconi. Consegna alla Procura di Bari le registrazioni che aveva fatto durante quelle serate, parla per ore di Gianpaolo Tarantini, di Sabina Beganovic, di decine di altre ragazze della cosiddetta "scuderia di Gianpi", di quello che i pm baresi ricostruiscono come un vero e proprio giro di prostituzione. Quelle dichiarazioni svelano i segreti più intimi delle serate in compagnia dell'ex presidente del Consiglio, molte delle quali organizzate dall'ex imprenditore barese Tarantini, erede delle imprese di famiglia, che producevano e commercializzavano protesi sanitarie, poi fallite.

La condanna in primo grado di Tarantini

Tarantini viene indagato per il reato di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione, insieme a Sabina Began, "l’ape regina" dei party berlusconiani, Massimiliano Verdoscia e il pr milanese Peter Faraone, entrambi amici di Tarantini. In primo grado, nel 2015, Tarantini viene condannato a 7 anni e 10 mesi: nel corso del processo nega che Berlusconi fosse a conoscenza del fatto che le ragazze fossero escort.

L’ipotesi accusatoria

Si apre un secondo filone processuale. Berlusconi viene indagato dai pm di Bari: stando all'ipotesi accusatoria, sostenuta da Pasquale Drago e Eugenia Pontassuglia, il leader di Forza Italia, all'epoca presidente del Consiglio, avrebbe fornito a Tarantini, tramite l'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro in denaro, perché mentisse ai pm che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell'ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica. Il 16 novembre 2018 il gup dispone il rinvio a giudizio dell’ex premier.

In stand by processo a Tarantini

Parallelamente resta in stand by l’altro processo per il caso escort, quello in secondo grado sulle donne accompagnate fra il 2008 e il 2009 da Tarantini nelle dimore dell’allora presidente del Consiglio. Lo scorso 6 febbraio, la III sezione della corte di Appello di Bari ha accolto la richiesta della difesa di inviare gli atti alla Corte costituzionale: nel dettaglio i giudici costituzionali dovranno decidere sull’attuale costituzionalità della pena per chi recluta donne che volontariamente si prostituiscono. L’istanza era stata rigettata nel processo di primo grado.

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