Gli operai dell'azienda di Portovesme, nel Sulcis, hanno maturato la decisione nel corso di un sit-in e di un'assemblea messi in programma proprio per la giornata odierna davanti allo stabilimento
"Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità". Con questo grido di aiuto quattro operai dell'Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis, sono saliti in cima al forno di calcinazione statico numero 1 dell'azienda, posizionandosi ad oltre 60 metri d'altezza.
La scelta
La decisione è arrivata nel corso di un sit-in e di un'assemblea messi in programma proprio per la giornata odierna davanti allo stabilimento, promossi dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. La protesta dei quattro operai, tra l'altro, arriva alla vigilia del vertice convocato per domani, 23 ottobre, al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Il comunicato
"Come annunciato nei comunicati delle ultime settimane, non intendiamo restare a guardare mentre altri decidono del destino della fabbrica. Per questo oggi, mentre si svolge il sit-in e l'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, una delegazione ha occupato la sommità del forno", hanno segnalato i sindacati in un comunicato. "Ritrovarci quassù quasi un anno dopo è la prova più evidente di quanto poco sia cambiato", aggiungono. I colleghi rimasti in presidio ai cancelli sostengono l'iniziativa, diretta al Governo, ai ministeri, alla Regione e agli enti locali. Al centro della protesta ci sono le risorse per la gestione corrente dell'impianto. Il tavolo del 15 settembre si è chiuso senza risultati e con l'ipotesi ancora da definire di un'amministrazione controllata affidata a un commissario. Il primo ottobre era arrivata la denuncia pubblica sul rischio insolvenza. Il 13 ottobre, per la prima volta, si sono riuniti tutti i soggetti coinvolti: ministeri, Agenzia del Demanio, Regione, Provincia, Comune di Portoscuso e Comitato di Sicurezza Finanziaria. Anche quell'incontro, sottolineano i lavoratori, si è concluso senza nuovi stanziamenti e senza una soluzione per sbloccare gli asset".
Il messaggio dalla cima del forno
"Siamo a distanza di quasi un anno da quando eravamo quassù, abbiamo pazientato un anno e la fabbrica è congelata per colpa del governo", ha spiegato Enrico Pulisci, Rsu Eurallumina, in un video girato dalla cima del forno a 60 metri. "Siamo all'ultimo miglio, stiamo raschiando il barile, servono i soldi che il governo deve anticipare. Resteremo qua anche la notte e per quanto servirà e non escludiamo nessun altra iniziativa".
La vertenza
La ripresa delle iniziative di protesta dei lavoratori dell’Eurallumina di Portovesme, controllata dalla russa Rusal, era stata segnalata già alcuni giorni fa, come riporta anche "Il Sole 24 Ore". L’impresa che ora rischia l’insolvenza deve fare i conti con il congelamento dei fondi per via delle sanzioni alla Russia. Una situazione finita al centro di controversie e ricorsi che ha visto la stessa Rusal sospendere le erogazioni verso la controllata, circa 2,4 milioni di euro al mese, e congelare pure il piano di rilancio che vale oltre 350 milioni di euro.