Ex Ilva, oggi in Cassazione il decreto sullo stop agli impianti

Cronaca
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Alle Sezioni Unite Civili inizia l’udienza con l’approdo del decreto con cui la Corte d'Appello di Milano ha ordinato nell'arco di 90 giorni, ormai prossimi a scadere, lo stop di altiforni, acciaierie e impianti connessi poiché dannosi per la salute. La Corte potrà confermare il decreto, annullarlo definitivamente oppure annullarlo con rinvio. Nel pomeriggio vertice al ministero del Lavoro con i sindacati sulle possibili misure per i lavoratori

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Questa mattina, alle ore 10, inizia l'udienza in Corte di Cassazione per l'ex Ilva. Davanti alle Sezioni Unite Civili approda il decreto con cui il 27 luglio la Corte d'Appello di Milano, riformando in parte un provvedimento di febbraio del Tribunale lombardo, ha ordinato nell'arco di 90 giorni, ormai prossimi a scadere, lo stop di altiforni, acciaierie e impianti connessi poiché dannosi per la salute. Emissioni di polveri sottili PM 2,5 e PM 10 e presenza di amianto negli altiforni, i punti sollevati dalla Corte d'Appello con un decreto che è stato confermato l'11 settembre e il 5 ottobre, a seguito del rigetto delle istanze di sospensiva presentate da Acciaierie e Ilva.

Lo scontro giudiziario

In Cassazione sono giunti nell'ordine un ricorso straordinario di Ilva a metà agosto e un secondo di Acciaierie a fine agosto. Impugnano entrambi il decreto di Milano e ne chiedono l'annullamento. A seguire due controricorsi - uno per Ilva e l'altro per Acciaierie - che, a conferma del provvedimento dei giudici di Milano, hanno presentato i difensori dei cittadini di Taranto in giudizio. Sono stati quest'ultimi a promuovere l'iniziativa contro Acciaierie, di cui si chiede l'inibizione a produrre. Iniziativa cominciata al Tribunale di Milano anni fa, poi approdata alla Corte di Giustizia europea su remissione del tribunale lombardo, quindi, con la sentenza dei giudici di Lussemburgo, ritornata a Milano e infine arrivata in Corte d'Appello perché l'ordinanza del Tribunale è stata impugnata.

Cosa può succedere

Oggi l'ultimo atto: la Cassazione. Che potrà confermare il decreto, annullarlo definitivamente oppure annullarlo con rinvio alla Corte d'Appello. L'udienza odierna, riguardando le Sezioni Unite Civili, coinvolge un collegio di nove magistrati, presieduto dal primo presidente della Cassazione.

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Il vertice a Roma

Nel pomeriggio è invece in programma un vertice al ministero del Lavoro con i sindacati. Si affronta la situazione ex Ilva sotto il profilo delle misure possibili per i lavoratori oltre alla cassa integrazione già prevista per i diretti e i terzi nell'ultimo decreto legge approvato dal Governo. Se oggi dal ministero arrivasse un'apertura su pensioni anticipate e incentivi all’esodo agevolato e anticipato, una parte della platea dei dipendenti di AdI potrebbe uscire dall'azienda e i numeri riassestarsi su livelli più bassi. Pensioni anticipate che riconoscano l'esposizione all'amianto e all'inquinamento, nonché il carattere usurante del lavoro in acciaieria, sono tra le richieste principali di sindacati e lavoratori insieme alla riproposizione degli incentivi per le dimissioni volontarie. Incentivi che furono proposti già anni fa: 100mila euro lordi a scalare. Il 27 ottobre, infine, il confronto si sposterà a Palazzo Chigi, dove i sindacati si presenteranno con una folta rappresentanza di operai.

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