Quarto giorno di perquisizioni, disposte dalla procura di Larino, in altrettanti istituti scolastici nella zona di Pietracatella. Gli investigatori sono alla ricerca di tracce di eventuali ricerche riguardanti la ricina sui pc delle scuole nelle quali lavorano persone coinvolte nella vicenda. Dal plesso di Casacalenda, dove insegna Laura, cugina di Gianni Di Vita, oggi sotto perquisizione, sono stati rubati 4 o 5 computer lo scorso marzo
Il furto di alcuni computer complica le indagini sul giallo di Pietracatella. Sono iniziate intorno alle 9 e terminate circa quattro ore dopo le perquisizioni nella quarta e ultima scuola finita al centro delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina e decedute a dicembre 2025. La procura di Larino ha disposto l'analisi dei computer presenti in quattro scuole della zona: al centro del mirino ci sono gli Istituti in cui hanno operato, come docenti o studentesse, quattro persone coinvolte nella vicenda in ruoli diversi.
Rubati computer da scuola
Dopo l’istituto Agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito dell'insegnante amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, il liceo Scientifico di Riccia, dove insegna la professoressa amica di Di Vita e il liceo Classico di Campobasso, frequentata fino allo scorso anno da Sara e da sua sorella Alice, oggi è il turno del plesso scolastico di Casacalenda, dove insegna Laura, cugina di Gianni Di Vita. Qui, però, lo scorso marzo sono stati rubati alcuni computer: l'ispezione informatica, dunque, non può riguardare tutti i pc che sono stati attivi nella scuola nell'ultimo anno proprio perché alcuni di questi, quattro o cinque in tutto, sono stati sottratti da ignoti. Il furto era noto alle forze dell’ordine che, nei mesi scorsi, hanno indagato sulla vicenda. A differenza delle perquisizioni eseguite nelle altre scuole negli ultimi tre giorni, stamattina sono stati prelevati anche i dati di un singolo notebook: non è noto, tuttavia, da chi sia stato utilizzato.
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Ricerche online sulla ricina
Gli investigatori sono a caccia di tracce di eventuali ricerche riguardanti la ricina. Gli accertamenti sui computer degli istituti scolastici puntano quindi a stabilire quali ricerche siano state effettuate, in quale momento e da chi, attraverso la ricostruzione della possibile cronologia delle consultazioni sul web. Gli specialisti verificano anche l’eventuale presenza di un server proxy, un sistema che può fare da intermediario nel traffico internet e che potrebbe fornire indicazioni utili per comprendere come avveniva la navigazione dai computer della scuola.
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Di Vita: "Non ho mai creduto che volessero uccidermi"
Intanto il padre e marito delle due vittime è tornato a parlare in un breve colloquio con il Corriere della Sera. "Non ho mai creduto che volessero uccidermi", ha detto Gianni Di Vita. "Così come non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie", ha aggiunto. Per quanto riguarda l'inchiesta in corso l'uomo non si è sbilanciato: "Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo".