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Delitto Garlasco, analisi dei Ris non depositata nel 2007: "Dna maschile sui pedali"

Cronaca
©Ansa

Un foglio di lavoro recuperato di recente dalla Procura di Pavia riporta ulteriori analisi del Dna eseguite nel 2007 sulla bici di Alberto Stasi. Dagli archivi del Ris emergono inoltre test e dati grezzi mai confluiti negli atti processuali, alimentando nuovi interrogativi sugli accertamenti svolti dopo l'omicidio di Chiara Poggi

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Nuovi elementi emergono nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Tra gli atti acquisiti di recente dalla Procura di Pavia compare un documento del Ris di Parma che, secondo i consulenti dei pm, non sarebbe mai stato inserito nelle relazioni trasmesse agli investigatori dell'epoca.

Il foglio di lavoro mai depositato

Si tratta di un "foglio di lavoro" recuperato l'11 settembre scorso negli archivi del Ris. Sul documento si dava conto di analisi su un campione di Dna, sempre riferibile alla bici di Alberto Stasi, indicato come "bu_p_bis", datato "26 settembre 2007" e quantificato in parte come "Dna umano" in parte come "Dna maschile". Il dettaglio è contenuto nell'ultima consulenza dei pm firmata dagli esperti Previderé e Grignani.

Le analisi oltre la relazione ufficiale

I consulenti spiegano che "le operazioni di ispezione dei pedali" da parte del Ris, in particolare del capitano Alberto Marino, sono andate avanti anche oltre il 24 settembre 2007 (data del deposito della sua relazione), "generando numerosi altri prelievi con suffisso 'bu_p'", descritti nei verbali ma non accompagnati da tutta la documentazione tecnica emersa oggi dagli archivi.

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I test sul sangue e le incongruenze

Dagli atti recuperati sono emersi anche dati grezzi relativi a due esiti nulli del 20 settembre 2007 mai depositati e contrastanti con un match del giorno prima con il Dna di Chiara Poggi. Gli stessi documenti contengono inoltre un appunto attribuito a Marino che fa riferimento a un Obti test, utilizzato per cercare sangue umano sulle tracce sui pedali, che avrebbe dato esito negativo. Di questa analisi, però, non c'è nulla nel fascicolo dell'epoca. Un elemento che si aggiunge a un quadro già complesso. Nella relazione del 24 settembre 2007, infatti, Marino aveva sostenuto che il Dna rinvenuto sui pedali appartenesse a Chiara Poggi "oltre ogni ragionevole dubbio" e aveva segnalato la presenza di microtracce di consistenza ematica risultate positive al test Combur.

Il nodo sull'origine delle tracce

Tra l'altro, da un verbale di operazioni tecniche del giorno dopo risulta che l'allora consulente della difesa di Alberto Stasi aveva chiesto che venisse effettuato un Obti test, ma Marino aveva risposto che quel tipo di accertamenti non era utile, date le tracce "estremamente esigue".  Inoltre il 10 settembre 2007, quando erano iniziate le operazioni, già il consulente Fabbri aveva scritto in una nota tecnica: "Combur test negativo, Luminol negativo". Dopo il fermo del 24 settembre, Stasi era stato scarcerato anche perché il gip aveva chiarito che non si poteva dire che quel Dna fosse sangue. 

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