Saccheggio supermercato Modena, ipotesi sfida social dietro l'assalto di 50 ragazzi

Cronaca
©Ansa

L'azione è avvenuta intorno alle 14 di martedì 22 settembre: decine di ragazzi, molti dei quali minorenni, si sono trovati fuori dal negozio MD di via Rainusso e sono entrati in massa, travolgendo i clienti e facendo razzia di prodotti dagli scaffali. I video, girati dagli stessi partecipanti e diffusi sui social, sono diventati virali. La mattina dopo un gruppo più piccoli di ragazzi ha tentato un secondo assalto che però è fallito

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Potrebbe esserci una sfida sui social dietro all’assalto avvenuto il 22 settembre a un supermercato di Modena. Una challenge che ha portato oltre 50 ragazzi e studenti a darsi appuntamento intorno alle 14 davanti al negozio MD di via Rainusso per entrare in massa, fare razzia e poi scappare disperdendosi in diverse direzioni per non essere individuati e arrestati. Su quanto accaduto ancora indagano le forze dell’ordine ma il modus operandi dei giovani saccheggiatori fa pensare a un’azione studiata in anticipo, forse già vista fare da altri sui social. Non è un caso che molti dei partecipanti all’azione abbiano ripreso tutto con i cellulari per poi condividere la bravata online: i video sono subito diventati virali e mostrano decine di giovanissimi, molti dei quali minorenni, che ridono divertiti e noncuranti dei reati commessi.

Frame dei video diffusi online dagli stessi ragazzi partecipanti al saccheggio - ©Ansa

Video online

Dagli scaffali del supermercato sono stati rubati vari tipi di merce, specialmente bevande e alcolici. Dalle immagini diffuse in rete e ora al vaglio degli inquirenti si vedono gli autori del saccheggio con gli zaini sulle spalle: segno che probabilmente erano appena usciti da scuola. Gli stessi zaini sono però stati usati per sottrarre prodotti dal negozio e portarli via senza essere notati nella calca. Per non essere riconosciuti, molti di loro indossavano un cappuccio sulla testa. L’orda di giovani è entrata tutta insieme nel negozio, quasi travolgendo i clienti già all’interno, prendendo alla sprovvista i dipendenti che non sono riusciti a reagire in tempo per evitare i furti. 

Episodio non isolato

Gli stessi lavoratori del supermercato hanno poi raccontato che non si tratta di un episodio isolato: era già accaduto prima anche se in forma ridotta e un altro tentativo allo stesso MD è stato fatto la mattina successiva, mercoledì 23 settembre, da parte di un gruppo più piccolo. In questo caso la razzia non è andata a segno grazie al tempestivo intervento dei dipendenti, ormai pronti a bloccare i ragazzi, e delle forze dell’ordine intervenute subito. Dopo il secondo tentativo di assalto non andato a buon fine, i responsabili del negozio MD preso di mira hanno presentato denuncia ai carabinieri che sono riusciti a individuare e fermare alcuni minori coinvolti nell’azione. Portati in questura, come racconta il Resto del Carlino, i ragazzi non avrebbero mostrato alcun segno di pentimento e, anche alla presenza dei genitori, avrebbero sbeffeggiato gli inquirenti.

Sindaco: “Logica del branco può avere conseguenze gravi”

Su quanto accaduto si è espresso anche il sindaco di Modena Massimo Mezzetti che lo ha definito un “fatto grave”. Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per quella che ha definito la “logica del branco” che “può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi. Esprimo solidarietà ai lavoratori del punto vendita”. Episodi così, ha aggiunto Mezzetti, “non possono diventare parte della quotidianità di chi lavora. I carabinieri, intervenuti sul posto, ricostruiranno quanto accaduto anche attraverso le immagini delle telecamere. Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell’ordine e della polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne. È arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità”.

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