Morto Michele Zappella, il neuropsichiatra infantile aveva 90 anni

Cronaca

Tra i più autorevoli neuropsichiatri infantili italiani, pioniere degli studi sull'autismo e sulla sindrome di Rett, si era battuto per l'abolizione delle classi differenziali e aveva dato il nome a una variante clinica riconosciuta a livello internazionale. I funerali mercoledì 26 agosto

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È morto a Siena, all'età di 90 anni, Michele Zappella, tra i più autorevoli e riconosciuti neuropsichiatri infantili italiani. Pioniere degli studi sull'autismo e sulla sindrome di Rett, il suo nome resta legato alla battaglia per l'abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, alla scoperta di due nuove sindromi cliniche e a una proposta terapeutico-educativa per i disturbi del neurosviluppo. Zappella ha continuato a seguire i suoi pazienti fino agli ultimi mesi di vita.

La formazione tra Roma, Londra e gli Stati Uniti

Nato a Viareggio, in provincia di Lucca, il 4 marzo 1936, si era laureato in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1960, specializzandosi poi in Pediatria, Neuropsichiatria infantile e Malattie nervose e mentali. Nel 1970 aveva ottenuto la libera docenza in Igiene mentale. Decisive furono le esperienze all'estero: tra il 1961 e il 1963 lavorò al Fountain Hospital di Londra, mentre una borsa Fulbright lo portò negli Stati Uniti, al Department of Child Neurology del Children's Hospital di Washington. Fu negli istituti psichiatrici italiani che conobbe da vicino la realtà dell'esclusione, esperienza da cui nacque la sua attenzione per l'accoglienza e l'integrazione dei bambini, unita al rigore diagnostico e alla ricerca scientifica.

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Gli anni a Siena e la "Zappella Variant"

Il legame con Siena era cominciato nel 1973, con la nomina a primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale, incarico mantenuto fino al 2006. Parallelamente aveva insegnato nelle Scuole di specializzazione dell'Università di Siena, formando generazioni di medici. Le sue ricerche portarono a individuare una particolare variante della sindrome di Rett, contraddistinta dalla tardiva acquisizione del linguaggio e di alcune abilità manuali, nota nella letteratura scientifica internazionale come "Zappella Variant".

Le scoperte e l'impegno per l'integrazione

Negli anni Sessanta aveva individuato il Placing Reflex, sottolineandone il valore per la diagnosi precoce delle forme più gravi di disabilità intellettiva. Tra i primi studiosi italiani a occuparsi in modo scientifico dell'integrazione sociale e scolastica dei bambini con disabilità, aveva pubblicato già tra il 1969 e il 1970 i primi lavori sul tema. Nel campo dei disturbi dello spettro autistico aveva descritto la cosiddetta sindrome dismaturativa e messo a punto un approccio riabilitativo fondato sulla relazione tra bambino e adulto, l'Attivazione emotiva con reciprocità corporea. Autore di 350 articoli scientifici, 103 dei quali citati su PubMed, aveva firmato anche numerosi libri, tra cui, per Feltrinelli, "Il pesce bambino", "Il bambino nella luna" e "Bambini con l'etichetta".

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Riconoscimenti e vita familiare

Nel 1981 il Comune di Sesto San Giovanni gli aveva conferito la Medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria per l'impegno nello studio e nel trattamento dell'autismo. Era stato presidente dell'Associazione italiana sindrome di Tourette e vicepresidente della Società italiana di Neuropsichiatria infantile, oltre che membro onorario della Society for the Study of Behavioural Phenotypes di Londra e della Società italiana di Pedagogia. La sua storia professionale si intreccia anche con quella familiare: era nipote dello scrittore e psichiatra Mario Tobino, fratello della madre, che accompagnò ad Agrigento nel dicembre 1991 per il Premio Pirandello, alla vigilia della morte dello zio. Zappella lascia la moglie Cristina, i figli Duccio e Vittorio e i nipoti.

I funerali

I funerali saranno celebrati mercoledì 26 agosto, alle ore 11, nella basilica di San Domenico a Siena. Da lì il feretro proseguirà per il camposanto della Misericordia di Viareggio.

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