Proseguono le operazioni contro gli incendi boschivi in Lombardia. La criticità maggiore resta a Como, sul Monte Goj, dove hanno lavorato tutta la notte oltre cento vigili del fuoco. All'alba disposto l'invio di due Canadair. Nella serata di ieri evacuate due abitazioni e difesa una casa di cura per persone con disabilità
Non si fermano le operazioni contro gli incendi boschivi che stanno interessando la Lombardia. La situazione più critica resta quella di Como, dove per tutta la notte hanno operato oltre cento vigili del fuoco per contenere le fiamme divampate sul Monte Goj, l'altura alle porte del capoluogo lariano. All'alba è stato disposto l'invio di due Canadair della flotta aerea dello Stato a supporto delle squadre a terra.
Rinforzi da altre regioni
Il dispositivo di soccorso è stato ulteriormente potenziato nel corso della notte. Oltre ai rinforzi arrivati dagli altri Comandi lombardi, a Como sono giunte squadre da Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna. Gli operatori sono impegnati nel contenimento del fronte, nel presidio delle aree più esposte e nella difesa di abitazioni e infrastrutture.
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La serata di mercoledì
Il rogo si è sviluppato nel pomeriggio di ieri in un'area boschiva alle pendici del Monte Goj, vicino ai quartieri residenziali della città. A peggiorare il quadro, secondo i vigili del fuoco, è stato il forte vento che in serata ha alimentato le fiamme, spingendo fumo e cenere sul centro cittadino e verso i Comuni di Cernobbio e Moltrasio, sulla sponda occidentale del lago.
Evacuazioni e la casa di cura
Nelle ore più critiche i soccorritori si sono concentrati sulla difesa di una casa di cura per persone con disabilità, mentre veniva disposta l'evacuazione precauzionale di un paio di abitazioni. In serata erano circa 80 gli operatori impegnati, affiancati da diverse squadre di volontari antincendio. Sul posto anche il sindaco Alessandro Rapinese e i funzionari del Comando provinciale dei vigili del fuoco.