Un carpentiere di 40 anni morto su un tetto nel Bresciano, una guardia giurata stroncata da un malore a Bologna e un bracciante di 19 anni deceduto nei campi del Cremonese: tre decessi accomunati dal caldo degli ultimi giorni. A Brescia la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e iscritto tre persone nel registro degli indagati, per la prima volta in Lombardia con l'ipotesi di violazione dell'ordinanza regionale anti-caldo
Tre morti sul lavoro in pochi giorni, in una fase segnata dalle temperature estreme che hanno interessato il Nord Italia. Un operaio deceduto mentre lavorava su un tetto nel Bresciano, una guardia giurata colpita da un malore a Bologna e un bracciante di 19 anni morto tra i campi di pomodori nel Cremonese: episodi distinti, ma con un possibile filo comune nel caldo di questi giorni. A Brescia la Procura ha iscritto tre persone nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo.
Il caso di Brescia
La vittima è Maurizio Trenta, carpentiere di 40 anni. Venerdì scorso l'uomo si è accasciato davanti ai colleghi mentre lavorava alla ristrutturazione di un'abitazione a Trenzano, nella Bassa bresciana. L'allarme è scattato intorno alle 15.30, con il termometro ben oltre i 30 gradi. Soccorso e trasportato in condizioni disperate all'ospedale di Chiari, Trenta è morto poco dopo. Nel registro degli indagati sono finiti l'amministratore unico della società impegnata nei lavori, il responsabile della sicurezza in cantiere e il preposto della ditta locale.
L'ordinanza anti-caldo e le sanzioni
Al centro dell'inchiesta c'è il possibile mancato rispetto dell'ordinanza regionale che vieta, in presenza di determinate condizioni, le attività edili all'aperto tra le 12.30 e le 16. Il decesso sarebbe avvenuto proprio all'interno di quella fascia oraria. È il primo caso in Lombardia in cui viene contestata la violazione della misura, in vigore fino al 23 settembre: chi non la rispetta rischia l'arresto fino a tre mesi o un'ammenda fino a 206 euro, salvo il caso di reati più gravi. Sarà l'autopsia a chiarire le cause del malore e a stabilire se l'esposizione alle alte temperature abbia avuto un ruolo determinante.
Gli altri due decessi
A Bologna una guardia giurata di 55 anni, in servizio davanti a una gioielleria del centro, è morta per un malore mentre si trovava in auto. Portata al Sant'Orsola, è deceduta poco dopo. Il sindacato Usb ha chiesto misure più severe, ricordando che il caldo non può essere trattato come un semplice disagio stagionale. A Stagno Lombardo, nel Cremonese, un bracciante romeno di 19 anni è morto mentre raccoglieva pomodori: lui e i colleghi risultavano regolarmente assunti. Il decesso sarebbe avvenuto fuori dalla fascia più a rischio, ma probabilmente per meno di un'ora, in giornate con temperature vicine ai 40 gradi. Anche in questo caso l'autopsia dovrà stabilire il peso della calura. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno chiesto verifiche sulle condizioni di lavoro e annunciato iniziative a tutela della famiglia.