Colico, operaio di 27 anni schiacciato in galleria. Quattro morti sul lavoro in un giorno

Cronaca
Ufficio stampa

Quattro operai hanno perso la vita in altrettanti incidenti sul lavoro. A Colico, nel Lecchese, un ragazzo di 27 anni è morto schiacciato dal cedimento di un elemento strutturale in una galleria della statale 36. Altre vittime a Galatone, nel Leccese, a Pontecorvo, nel Frusinate, e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. I sindacati tornano a chiedere misure strutturali sulla sicurezza

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Una nuova, drammatica giornata per la sicurezza sul lavoro. In poche ore quattro operai hanno perso la vita in altrettanti incidenti, da Nord a Sud del Paese. Il più giovane è un ragazzo di 27 anni, morto schiacciato nella notte in una galleria del cantiere della statale 36 a Colico, nel Lecchese. Gli altri episodi si sono registrati a Galatone, in provincia di Lecce, a Pontecorvo, nel Frusinate, e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Un bilancio che riporta al centro il tema delle morti sul lavoro e su cui i sindacati chiedono chiarezza e interventi non più rinviabili.

Colico, morto a 27 anni nella galleria della statale 36

L'incidente più grave, per la giovane età della vittima, è avvenuto nella notte a Colico, in provincia di Lecco. Un operaio di 27 anni è morto mentre lavorava nel cantiere della galleria Monte Piazzo, lungo la statale 36: il giovane è stato travolto dal cedimento di un elemento strutturale che stava montando. I colleghi hanno dato subito l'allarme e il ferito è stato trasportato in ospedale, dove è morto poco dopo.

Il lavoratore era dipendente della Avm srl di Milano e operava in distacco per la Crezza srl di Gordona, azienda in subappalto alla Collini srl di Civate. Anas ha reso noto di collaborare con l'autorità giudiziaria e con l'Ats intervenuti sul posto, nella galleria in direzione Nord, precisando che le lavorazioni al suo interno vengono eseguite esclusivamente in orario notturno, con la galleria chiusa totalmente al traffico. FeneaUil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Lecco parlano di una "morte inaccettabile" e denunciano l'assenza di un protocollo d'intesa di cantiere, definito "uno strumento fondamentale per integrare e rafforzare le tutele operative e i presidi di sicurezza a garanzia dei lavoratori". I sindacati chiedono "un impegno concreto e straordinario da parte di istituzioni e imprese affinché la sicurezza dei lavoratori diventi l'assoluta priorità in ogni cantiere".

Galatone, la caduta nel capannone

Nel Salento, a Galatone, ha perso la vita Antonio Giustizieri, 58 anni, del posto, operaio della Sud Segnal, azienda del settore della sicurezza stradale. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe precipitato da un'altezza di circa sette metri mentre era impegnato in un intervento all'interno di un capannone. I soccorsi sono stati inutili. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli ispettori dello Spesal per ricostruire la dinamica.

Pontecorvo, morto dopo tre giorni in ospedale

A Pontecorvo, nel Frusinate, è morto Salah Belkahaoua, operaio edile di 51 anni originario del Marocco e residente a Veroli. L'uomo è deceduto oggi all'ospedale San Camillo di Roma per le ferite riportate lunedì, quando è caduto da un ponteggio alto circa tre metri mentre lavorava alla ristrutturazione e all'ampliamento dell'Istituto Tecnico Industriale di via XXIV Maggio. I carabinieri e gli ispettori dello Spresal della Asl di Frosinone dovranno chiarire se la caduta sia stata provocata da un infortunio o da un malore improvviso legato alle alte temperature.

Santa Maria Capua Vetere, l'appello dei sindacati

Nel Casertano, un operaio di 60 anni è morto questa mattina in un cantiere di Santa Maria Capua Vetere. Il lavoratore si è improvvisamente accasciato al suolo e i tentativi di soccorso dei colleghi sono risultati vani. La salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale di Caserta per l'autopsia. Sul caso sono intervenute la Cgil e la Fillea-Cgil di Caserta, guidate da Sonia Oliviero e Irene Velotti, che hanno espresso cordoglio alla famiglia e chiesto "che venga fatta piena luce su quanto accaduto", oltre alla convocazione urgente dell'Osservatorio permanente provinciale sulla salute e sicurezza in Prefettura.

Sindacati: "Servono scelte strutturali"

"Da anni denunciamo come la sicurezza venga affrontata in maniera insufficiente, mentre gli organici degli enti preposti alla prevenzione e ai controlli vengono progressivamente depotenziati", ha dichiarato Oliviero. Per Velotti "non si può continuare a discutere di sicurezza solo quando un lavoratore muore. Servono scelte strutturali". La sindacalista ha chiesto di rafforzare gli organici degli enti di vigilanza, rendere effettivi i controlli e garantire il rispetto delle misure previste durante le ondate di calore, oltre a un riconoscimento normativo del rischio da stress termico. "La tutela della vita deve prevalere sempre sulle esigenze produttive", ha concluso. "Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita per l'intera comunità e una sconfitta dello Stato".

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