Bologna, muore uomo ammanettato. Lepore e De Pascale: “Venga fatta piena luce”

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, è morto oggi a Bologna durante il fermo di polizia. In un video si vedono due agenti che lo bloccano a faccia in giù, portandogli le mani dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. Nel filmato si sentono le urla “aiuto, basta, basta”. Dopo qualche minuto l'uomo smette di dimenarsi e sembra perdere i sensi, mentre i poliziotti gli bloccano anche le caviglie. Un caso che ha provocato l’intervento del sindaco della città, Matteo Lepore, e del governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che hanno chiesto sia fatta “piena luce su quanto avvenuto” al quartiere Pilastro.

Quello che devi sapere

Le parole del sindaco e del governatore

"Siamo profondamente colpiti da quanto accaduto oggi al Pilastro”, hanno scritto in una nota congiunta il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari della persona deceduta e a tutta la comunità del quartiere, che sta vivendo ore di grande dolore e tensione. È fondamentale che venga fatta piena luce sui fatti. Confidiamo nel lavoro delle istituzioni competenti affinché ogni circostanza venga accertata con la massima rapidità, rigore e trasparenza".

 

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Ilaria Cucchi: “Spero non sia altro caso Magherini o Aldrovandi”

A intervenire su quanto avvenuto a Bologna è stata anche la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi: “Quello che vediamo nel video di Bologna è un fatto estremamente grave. Si tratterebbe dell'ennesimo caso di un uomo in chiaro stato confusionale, che chiede aiuto e invece di avere soccorso viene bloccato dalle forze dell'ordine e si dirà che è morto per asfissia posturale. Mi auguro che non sia così, che non sia l'ennesimo caso, come quello che è successo a Riccardo Magherini o a Federico Aldrovandi. Rispetto alla richiesta di aiuto si risponde con la forza". La stessa senatrice ha annunciato un'interrogazione parlamentare in merito.

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Il post di Ilaria Salis

"La loro “sicurezza” è questo schifo qui. Che orrore, che rabbia! RIP Abderrahim Fakir", ha scritto sui social l'europarlamentare di Avs Ilaria Salis, pubblicando il video dell'arresto durante il quale l'uomo ha perso la vita.

Bignami (FdI): "Intervento forze dell'ordine professionale e adeguato"

"La morte di una persona è sempre un evento drammatico. Attendiamo l'esito delle doverose verifiche in corso, ma da quanto è dato comprendere l'intervento delle Forze dell'Ordine, richiesto dai cittadini e a cui dei cittadini hanno contribuito, risulta condotto con professionalità e modalità consone al tipo di esigenza che si era posta", dichiara il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami nel commentare quanto avvenuto a Bologna. "La presenza di operatori del 118 durante tutto l'intervento contenitivo rappresenta ulteriore elemento di conferma. Ho telefonato al Questore di Bologna per esprimere per suo tramite la mia vicinanza a tutte le donne e gli uomini della Questura e in particolare ai due poliziotti impegnati nell'intervento, ringraziandoli per l'impegno che quotidianamente dedicano alla tutela della sicurezza dei cittadini".

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Lega: “Giù le mani dalla polizia”

La Lega in una nota ha scritto: "A Bologna gli agenti sono intervenuti, su richiesta di cittadini esasperati e alla presenza del personale del 118, facendo il loro dovere. La morte di una persona è sempre un evento tragico, proprio per questo è doveroso accertare con rigore quanto accaduto, anche attraverso le Bodycam messe a disposizione dagli agenti, senza condanne pregiudiziali e preventive. Giù le mani dalla Polizia".

Merola (Pd): “Serve un tempestivo chiarimento”

"Quanto è successo oggi al Pilastro di Bologna, con la morte di una persona, richiede un tempestivo chiarimento da parte degli organi competenti e della magistratura. Per accertare i fatti piena vicinanza intanto ai cittadini coinvolti e ai familiari della vittima per il brutto episodio”, ha dichiarato il deputato Pd Virginio Merola.

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Castellone (M5s): “Nessuno può morire nelle mani dello Stato”

"Non sono riuscita a guardare il video fino alla fine. Un uomo chiede aiuto per lunghi minuti, urla 'aiuto', 'basta'. Poi muore mentre è immobilizzato e sotto gli occhi dei soccorritori del 118”, ha scritto sui social Mariolina Castellone, senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato. "Sarà la magistratura ad accertare cosa sia accaduto e se vi siano responsabilità. Ma una cosa è certa: quando una persona è affidata allo Stato, lo Stato ha il dovere di proteggerne la vita e la dignità, sempre. Per questo servono verità, trasparenza e accertamenti rapidi. Per rispetto della vittima, dei suoi familiari e anche di chi ogni giorno, nelle forze dell'ordine e nel servizio sanitario, svolge il proprio lavoro con professionalità e umanità. Nel nostro Paese nessuno può morire così".

Magi (+E): “Fatto inquietante, ma la destra ha già la sentenza”

"Bisogna chiarire con la massima urgenza quanto avvenuto a Bologna, ma è inquietante che una persona muoia durante le procedure di arresto sotto gli occhi dei sanitari”, ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi. "Ma abbiamo scarsa fiducia in Piantedosi, che ha una certa ritrosia nel far emergere le responsabilità in questi casi: quando lo abbiamo interrogato sulle morti con il taser la scorsa estate ci ha praticamente detto che va tutto bene, ma i numeri e gli studi scientifici raccontano il contrario. La destra eviti strumentalizzazioni e aspetti la magistratura: come fa Bignami già ad affermare che l'intervento è stato adeguato se si è concluso con la morte di una persona immobilizzata a terra sotto gli occhi dei sanitari? La destra ha già fatto i suoi accertamenti e ha già la sentenza: si vuole sostituire ai giudici e condizionare le indagini. Alla faccia della separazione dei poteri".

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La spiegazione della Questura di Bologna

Sul caso è intervenuta anche la Questura di Bologna, che ha spiegato: “Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza e, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un'auto. Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l'ausilio dei sanitari del 118 e dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari, l'uomo è deceduto". In ogni caso “le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell'autorità giudiziaria".

Sorella: “L’hanno ammazzato, voglio giustizia”

Dure le parole della sorella di Abderrahim Fakir: “Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace". La donna, insieme all'altro fratello con il quale viveva il 43enne, ha seguito piangendo tutte le fasi dell'accertamento della polizia. "Non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni".

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Tensione al quartiere Pilastro, cori contro la polizia

Nel corso della giornata al quartiere Pilastro di Bologna ci sono stati anche momenti di tensione, con cori contro la polizia. Tra i tanti che assistevano ai rilievi della polizia, in via Svevo al Pilastro, c'era anche chi distribuiva acqua agli altri residenti e ai cronisti. Il fratello e la sorella, insieme ad altri parenti, hanno seguito gli accertamenti condotti, davanti ai garage, dalla squadra mobile e dalla polizia scientifica. Si sono allontanati una volta che il corpo del fratello è stato portato via, intorno alle 16.30.

La storia del quartiere Pilastro a Bologna

Il Pilastro risulta essere un quartiere con una storia difficile, spesso associato a fatti di cronaca, episodi di criminalità o polemiche cittadine: la zona ha appena compiuto 60 anni, perché proprio nel luglio 1966 furono consegnate le chiavi dei primi appartamenti delle case popolari, occupate prevalentemente da famiglie del sud Italia trasferitesi a Bologna per lavoro. Negli anni Settanta venne inaugurato il 'Virgolone', uno degli edifici più simbolici, lungo circa 700 metri. Nel 1991 il Pilastro fu teatro di una delle più efferate stragi della Uno Bianca, dove morirono i carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, ai quali è stata intitolata la stazione dei carabinieri recentemente inaugurata proprio con l'obiettivo di rafforzare nel quartiere. Nel 2020 balzò infine al centro della campagna elettorale per le regionali quando il leader della Lega Matteo Salvini citofonò a una famiglia per chiedere se in quella casa abitasse uno spacciatore.

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