Reddito di merito 2026, bonus fino a 1000 euro per gli studenti con la media del 29
CronacaLa proposta di legge di Forza Italia punta a sostenere gli studenti con risultati eccellenti, introducendo un contributo economico legato al rendimento accademico. La misura, ispirata a un progetto avviato in Calabria, collegherebbe l'importo alla media universitaria e ai voti di diploma e laurea, con requisiti molto selettivi. Al momento resta una proposta: non è ancora attiva e non è possibile presentare domanda
Il Reddito di Merito 2026 è una proposta di legge di Forza Italia pensata per sostenere gli studenti con risultati scolastici e universitari particolarmente elevati. L'idea è introdurre un contributo mensile fino a 1.000 euro, con l'obiettivo di valorizzare il merito e ridurre l'abbandono dei territori, soprattutto nel Mezzogiorno. La misura si ispira a un progetto già sperimentato in Calabria, ma al momento resta solo una proposta: non è ancora possibile presentare domanda.
Spese coperte e risorse necessarie
Il contributo sarebbe destinato a coprire i principali costi della vita universitaria, come affitto, trasporti, libri, materiali di studio, e potrebbe sommarsi ad altre borse già esistenti. Le prime stime parlano di un fabbisogno di circa 15 milioni di euro l'anno, da reperire anche tramite fondi europei.
Importi legati alla media
Il sostegno varierebbe in base alla media ponderata degli esami universitari, con tre fasce mensili: 500 euro per medie da 27 a 28; 750 euro per medie da 28 a 29; 1.000 euro per medie pari o superiori a 29. La logica è premiare la continuità del rendimento, non solo il superamento degli esami. Restando da definire durata del beneficio, controlli e possibili limiti legati al reddito.
Requisiti per diplomati e laureati
Per i neodiplomati servirebbe un voto di maturità di almeno 95 su 100 e un punteggio al TOLC che si colloca nel top 10% della graduatoria. Per chi entra alla laurea magistrale sarebbe richiesto un voto minimo di 108 su 110 nella triennale. La selezione partirebbe quindi dai risultati ottenuti prima dell'ingresso nel nuovo percorso.
Il nodo del merito e delle condizioni di partenza
La centralità del merito ha aperto il dibattito: c'è chi vede la misura come un riconoscimento dell'impegno e chi teme che favorisca chi parte da condizioni economiche solide. I dati mostrano che il 63% dei laureati ha almeno un genitore con un titolo universitario, contro il 15% tra chi proviene da famiglie meno istruite. Anche il costo degli alloggi incide: nelle principali città universitarie le stanze sono aumentate del 41% in sei anni.