Calciatori morti sull'A26, manutentore condannato a 2 anni di reclusione

Cronaca
©IPA/Fotogramma

La sentenza riguarda l’incidente avvenuto nel 2020 sull’A26, in cui morirono due calciatori dilettanti dopo l’impatto dell’auto con alcuni cinghiali. Al centro del processo, lo stato della recinzione autostradale e il varco dal quale, secondo le perizie, sarebbero passati gli animali

ascolta articolo

Il tribunale di Novara ha condannato in primo grado a due anni di reclusione, con pena sospesa, Matteo Preda, 44 anni, manutentore coordinatore del Centro esercizio di Arona di Autostrade per l’Italia. L’uomo era imputato per omicidio colposo in relazione all’incidente avvenuto il primo ottobre 2020 sull’autostrada A26, nel territorio di Carpignano Sesia, in cui persero la vita Simonluca Agazzone e Matteo Ravetto, due calciatori dell’ambiente dilettantistico. Secondo il giudice, come riporta La Stampa, la presenza del varco ai margini della carreggiata, riparato soltanto dopo l’incidente, avrebbe consentito ai cinghiali di raggiungere l’autostrada, dove l’auto su cui viaggiavano le vittime si scontrò con gli animali.

La dinamica dell’incidente

L’incidente era avvenuto intorno alle 3.30, nei pressi del casello di Romagnano-Ghemme. La Golf su cui viaggiavano i due calciatori si era trovata improvvisamente davanti alcuni cinghiali, aveva urtato gli animali ed era poi finita nella scarpata. Alla guida c’era un amico delle vittime, residente a Gattinara, che ha patteggiato un anno e quattro mesi in udienza preliminare.

Le perizie e la sentenza 

Nel corso delle indagini, una perizia ha ricostruito la dinamica dell’incidente e analizzato lo stato di manutenzione dell’autostrada. È stata individuata una parte della recinzione completamente mancante, dalla quale, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, sarebbero passati i cinghiali. Una successiva perizia di tipo zoologico ha indicato un’alta probabilità che gli animali fossero entrati proprio attraverso quel varco. La difesa aveva contestato questa ricostruzione, sostenendo che i cinghiali avrebbero potuto raggiungere l’autostrada dagli svincoli di Biandrate, sull’A4, o di Ghemme. La sentenza è arrivata al termine di un processo iniziato oltre un anno e mezzo fa, durante il quale sono stati ascoltati tecnici, professionisti e addetti alla manutenzione e ai controlli.

Leggi anche

Paolo Belli indagato per omicidio stradale dopo la morte del pedone

Cronaca: i più letti