Bolzano, crolla parte del tribunale in ristrutturazione: aperta inchiesta contro ignoti

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Il crollo è avvenuto all'alba: la chiamata di emergenza al corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano è arrivata alle ore 6.24. La Procura ha aperto un fascicolo d'inchiesta con l'ipotesi di crollo colposo di costruzione che al momento è contro ignoti. Una addetta alle pulizie è rimasta leggermente ferita ma è riuscita a uscire autonomamente dall'edificio. Proseguono i sopralluoghi per escludere altri crolli e accertare che non vi siano altre persone coinvolte

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Crollata questa mattina all'alba una parte del tribunale di Bolzano. Il cedimento del palazzo, che risale al ventennio, ha coinvolto almeno un quarto dell'edificio, dove erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento. Sono andate distrutte diverse aule e uffici: completamente distrutta l'aula principale, quella della Corte d'Assise ma anche le due aule al terzo piano dove si tenevano le udienze civili. La parte centrale del Tribunale è completamente inagibile. Crollato anche il passaggio tra Procura e Tribunale. Non è invece crollato un un quarto piano dove sono ubicati gli uffici sui lati di via Duca d'Aosta e Corso Italia. La Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo d'inchiesta: l'ipotesi di reato è crollo colposo di costruzione al momento è contro ignoti. L'indagine dovrà chiarire le cause del cedimento e verificare eventuali responsabilità legate ai lavori di ristrutturazione o alle condizioni dell'edificio. Il procuratore aggiunto Igor Secco, nel confermare l'inizio delle attività investigative ha detto: "Stiamo valutando cosa sequestrare".

Una persona lievemente ferita

Al momento non risultano vittime: solo una persona, una addetta alle pulizie, è rimasta lievemente ferita nel crollo ma è riuscita a uscire autonomamente dall'edificio. La chiamata di emergenza al corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano è arrivata alle ore 6.24. "Al momento del crollo, all'interno del Palazzo di Giustizia erano presenti solo tre persone, tre addetti alle pulizie, solo una è rimasta lievemente graffiata ma possiamo parlare di miracolo, poteva essere una tragedia", ha confermato all'ANSA la presidente del Tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti. "A cedere - ha spiegato - sono stati i pilastri portanti nell'area che era interessata dai lavori di ristrutturazione". 

Vigili del fuoco al lavoro

I vigili del fuoco sono ancora al lavoro per mettere in sicurezza la zona ed escludere altri crolli: gli operatori stanno anche facendo sopralluoghi con i cani per escludere il coinvolgimento di altre persone. Le persone che vivono nei palazzi che si affacciano sulla piazza Tribunale, ovvero via Duca d'Aosta e Corso Italia, hanno parlato di un "boato fortissimo, un terremoto", poi il crollo e la nube di polvere. "Per sicurezza sono in corso con i cani ulteriori sopralluoghi per accertare che non vi sia nessun'altro", ha detto l'assessore provinciale alla Opere pubbliche, valorizzazione del patrimonio, libro fondiario e catasto, Christian Bianchi. "Tutto il personale - ha aggiunto - è ovviamente scosso per questo grave crollo che ha coinvolto una buona parte del fabbricato centrale, ora i prossimi passi saranno andare a verificare qual è lo stato generale del fabbricato per capire se è coinvolto tutto l'edificio. Ciò determinerà le successive azioni da intraprendere per garantire la continuità delle attività del Tribunale. Questa ora è la cosa più importante".

Sindaco: "Già al lavoro per trovare nuovi spazi"

"Ci tengo a esprimere la vicinanza da parte della Città al Tribunale e alla Procura che è parte importante di Bolzano così come della Provincia. Il crollo di un palazzo come questo, che ha anche un significato storico e simbolico, colpisce molto il sentiment dei cittadini", ha detto il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati. "Si sta già lavorando con Provincia e Commissariato del Governo per trovare nuovi spazi". Intanto, "preso atto del parziale crollo verificatosi in data odierna presso il Palazzo di giustizia, che ha determinate l'inaccessibilità dell'edificio e, conseguentemente, l'impossibilità di assicurare il regolare svolgimento delle funzioni amministrative e giudiziarie", la presidente del Tribunale di Bolzano Francesca Bortolotti e il procuratore della Repubblica Axel Bisignano hanno disposto "il rinvio di tutte le udienze civili e penali a data da destinarsi, ad eccezione di quelle indifferibili".

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Vigili del fuoco: "Non abbiamo sospetti di esplosione"

"Quando siamo arrivati sul posto abbiamo visto che tutta la parte centrale del tribunale di Bolzano, praticamente tutta la parte delle aule, era crollata dall'ultimo piano fino al piano terreno. Non abbiamo rilevato sospetti per un'esplosione. Sul posto c'era l'impresa di pulizia, diversi operatori erano già usciti, qualcuno mancava l'appello. Alla fine tramite telefono siamo riusciti a trovare questa persona che stava ancora all'interno e l'abbiamo indirizzata a uscire fuori da una parte sicura dell'edificio", così Christian Auer, ispettore antincendio capo del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano, tra i primi ad arrivare sul posto. "Appena arrivato sul posto ho pensato subito che potessero esserci delle persone dentro. E che era difficile perché era ancora tutto pericolante. Però poi per fortuna l'operatore dell'impresa di pulizia mi ha detto che erano quasi tutti fuori e che stavano rintracciando l'ultima persona rimasta. Inizialmente ho pensato potesse trattarsi di una bomba, di un attentato, poi, dopo le prime verifiche, abbiamo capito che si trattava di un crollo".

Kompatscher: "Al lavoro per cercare spazi alternativi"

"La Provincia di Bolzano è proprietaria di questo edificio dal 2018. Per questo palazzo, così come per altri uffici giudiziari che la Provincia ha preso in carico, è stato predisposto un piano di risanamento pluriennale. Nell'ambito di questo piano, vi erano dei lavori in corso anche in questo periodo. In quale misura questi interventi siano legati all'evento di oggi è un aspetto che va assolutamente approfondito e che deve ancora essere chiarito del tutto", lo ha detto all'ANSA il governatore altoatesino, Arno Kompatscher. "Naturalmente l'amministrazione provinciale sta lavorando in strettissima sinergia con l'autorità giudiziaria su questo fronte. Al contempo, abbiamo già iniziato a valutare quali spazi alternativi poter mettere a disposizione della giustizia. L'obiettivo è quello di trovare dei locali il più rapidamente possibile e nelle immediate vicinanze. Gli uffici competenti hanno già avviato i primi sopralluoghi a questo scopo. Possiamo solo constatare che, alla fine, abbiamo avuto una gran fortuna nella sfortuna. È impensabile cosa sarebbe potuto accadere se questo parziale crollo fosse avvenuto in un altro momento. Siamo tutti sollevati dal fatto che, a quanto pare, non ci siano feriti o addirittura vittime. Questo, al momento, è l'aspetto più importante. A tutto il resto si potrà porre rimedio", ha concluso. 

La nota dell'Anm

“Esprimiamo profonda preoccupazione per il crollo verificatosi questa mattina all’interno del Palazzo di Giustizia di Bolzano, nell’area interessata dai lavori di ristrutturazione. Solo l'orario in cui si è verificato il cedimento, le 6 del mattino, ha impedito che le conseguenze fossero ben più gravi. La nostra vicinanza va al personale del Tribunale e alle maestranze impegnate nel cantiere. Quanto accaduto a Bolzano questa mattina non può essere considerato un episodio isolato. È l’ennesimo allarme sul drammatico stato in cui versa l’edilizia giudiziaria italiana". Lo afferma in una nota la giunta esecutiva centrale dell’Anm.

"Troppi palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza di magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini. Denunciamo con fermezza da tempo questa situazione, per questo abbiamo consegnato al governo un dossier fotografico con oltre 500 immagini che documentano le condizioni di degrado di numerosi uffici giudiziari. Quel dossier non può più restare senza risposta come finora accaduto - continua la giunta esecutiva centrale dell'Anm - È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura o della riapertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari già esistenti". "Le priorità devono essere chiare: prima si mettano in sicurezza le strutture in cui ogni giorno si amministra la giustizia, destinando risorse immediate e adeguate all’edilizia giudiziaria - conclude l'associazione - Ogni scelta diversa rappresenta una grave inversione delle priorità. La sicurezza di chi lavora e di chi accede ai palazzi di giustizia non può essere affidata alla casualità. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’emergenza annunciata in una tragedia”. 

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