L'aggressione, avvenuta sabato sera, ha scatenato reazioni e commenti. La Procura aprirà un fascicolo sulla vicenda e accerterà la dinamica dei fatti
Michael Habeeb Jousif, l'uomo iracheno preso a pugni sabato scorso dall'imprenditore Giuseppe Barboni ha sporto denuncia al commissariato della polizia di Stato di San Benedetto del Tronto, nella mattina di martedì 14 luglio. La Procura di Ascoli Piceno aprirà un fascicolo sulla vicenda e accerterà la dinamica dei fatti.
La vicenda di San Benedetto del Tronto
L’episodio è avvenuto sabato sera sul lungomare della città rivierasca quando il cittadino originario dell'Iraq, che stava occupando la strada rallentando il traffico, è stato picchiato da Giuseppe Barboni, imprenditore iscritto a Futuro nazionale e campione di lotta greco-romana, che poi ha postato sulla sua pagina Facebook il video girato da un’altra persona. Gli agenti della polizia si sono messi al lavoro per redigere una relazione da inviare alla procura di Ascoli Piceno riguardo le valutazioni sui comportamenti tenuti sia da Barboni sia dall'uomo colpito, già noto alle forze di polizia.
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Le reazioni dopo l'aggressione di San Benedetto del Tronto
L'accaduto ha scatenato reazioni e commenti a cominciare da quella del sindaco di San Benedetto, Nicola Mozzoni, che ha detto: "La violenza non può essere una soluzione, prendiamo le distanze dall'accaduto". Stessa posizione della Cgil della provincia di Ascoli: "Le immagini che abbiamo visto sono intollerabili (…) Farsi giustizia da soli non è mai una soluzione accettabile. Nessuno può sostituirsi allo stato di diritto".
"Ci appare evidente - scrive la Cgil di Ascoli - che tutto ciò si inserisce in un clima di montante razzismo, che lavoratrici e lavoratori migranti subiscono in maniera sempre maggiore sul territorio, come abbiamo visto anche ad Ascoli con uno striscione becero e razzista comparso in città qualche settimana fa".
In un’intervista rilasciata a un giornale locale, Riviera Oggi, Jousif ha ammesso di aver bevuto durante la giornata di sabato perché durante lo sgombero dei suoi effetti personali nel quartiere Ponterotto della città gli erano stati buttati nel cassonetto i suoi documenti.