“Il caldo, la stanchezza, non aver dormito e lo spritz mi hanno fatto perdere il senso totale della ragione". Con queste parole il performer e art director di Botox Matinée ha chiesto scusa al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per le frasi pronunciate durante il Pride a Milano. Ma a Salvini non basta: “Potevi pensarci prima, ci vediamo in Tribunale”
Ha dato la colpa al caldo, o forse allo spritz, il performer Lorenzo Pezzotti che, dopo aver insultato Matteo Salvini dal carro del Pride di Milano, ha chiesto scusa pubblicamente al ministro. Pezzotti, performer e art director di Botox Matinée, uno degli eventi più chiacchierati e trasgressivi della movida milanese, sabato 27 giugno era sullo stesso carro su cui sfilavano anche la cantante Elodie e la fidanzata, Franceska Nuredini. "Faceva p***i alle trans nei bagni chimici": il performer con il microfono in mano ha iniziato a rivolgere frasi pesanti contro il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, raccontando di averlo conosciuto a Ponte di Legno durante la festa della birra. "E aspetto che mi smentisca. Sono qui". La replica di Salvini non si è fatta attendere: "Ci vediamo in tribunale amico mio", ha scritto il leader della Lega su Facebook minacciando di querelare Pezzotti.
Le scuse di Pezzotti
A distanza di poche ore Lorenzo Pezzotti ha pubblicato un video di scuse. "Chiedo scusa a tutti per quello che ho detto”, ha dichiarato il performer, ammettendo che “il caldo, la stanchezza, non aver dormito e lo spritz - che a 40 gradi probabilmente non andrebbe bevuto - mi hanno fatto perdere il senso totale della ragione". Poi, nello stesso video, anche le scuse dirette al ministro Salvini per la frase incriminata: "Ho raccontato delle cose che non corrispondono alla mia vita. Sono cose senza senso, non mi spiego perché la mia testa ha fatto questo. Poi, in un contesto dove queste cose avevano ancora meno senso. Chiedo veramente scusa, anche se so che non si può tornare indietro".
Salvini non molla: "Potevi pensarci prima"
Al ministro Salvini, però, le scuse pubbliche di Pezzotti non bastano. “Amico mio, potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone”, ha scritto il leader della lega in un altro post pubblicato su Facebook in risposta al video di scuse del performer. “Ci vediamo in tribunale, magari insieme potremo aiutare qualche associazione di volontariato. Che ne pensate? P.S. Grazie ai tanti amici LGBT che, anche su questa pagina, mi hanno espresso la loro solidarietà e non si riconoscono in queste pagliacciate. Viva la libertà”.