Neonati sepolti, Chiara Petrolini “lucida e determinata, voleva eliminare il figlio”
CronacaA due mesi dalla condanna sono state pubblicate le motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Parma nei confronti della 23enne di Traversetolo. Petrolini ha "tenuto una pluralità di condotte omissive che sono chiaramente indicative della volontà di partorire il figlio per poi eliminarlo", hanno scritto i giudici che non hanno accolto la tesi del diniego di gravidanza sostenuta dall’avvocato Nicola Tria
"Pur immatura e fragile" Chiara Petrolini ha agito "con luciditĂ e determinazione". A due mesi dalla condanna della 23enne di Traversetolo per l'omicidio e l'occultamento del cadavere del secondogenito, sono state pubblicate le motivazioni della sentenza. Per i giudici della Corte d’Assise di Parma, Chiara Petrolini è sempre stata consapevole delle proprie azioni, "tenendo ferma la propria volontĂ di non far scoprire niente finchĂ© ha potuto, ossia finchĂ© non è stata posta dagli inquirenti di fronte a evidenze fattuali incontrovertibili".Â
Corte d’Assise: “Volontà di partorire il figlio e poi eliminarlo”
La ragazza dovrà scontare una pena a 24 anni e 3 mesi per dopo essere stata riconosciuta colpevole per l'omicidio premeditato del figlio nato il 7 agosto 2024 e sepolto in giardino. Chiara Petrolini, scrivono ancora i giudici, ha "tenuto una pluralità di condotte omissive che...sono chiaramente indicative della volontà di partorire il figlio per poi eliminarlo". Per l'accusa e per i giudici, la morte del bambino, a cui è poi stato dato il nome Angelo Federico e il cognome del padre, Samuel Granelli, ex fidanzato di Chiara, è stata dovuta al taglio del cordone ombelicale senza effettuare il necessario clampaggio e omettendo successivamente di prestare soccorso al neonato.
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“Era consapevole della gravidanza”
"Non risulta", si legge nelle motivazioni della Corte d’Assise di Parma, che Chiara Petrolini "avesse sperimentato un diniego di gravidanza, e cioè che fosse inconsapevole del proprio stato di gravidanza, ovvero ne avesse una consapevolezza fluttuante". Si tratta "di una versione mai offerta dall'imputata nelle proprie dichiarazioni nel corso delle indagini né emersa in alcun modo dalle sue reazioni spontanee e dai racconti ai genitori e agli amici”. Una tesi, quella del diniego di gravidanza, sostenuta dall’avvocato della difesa Nicola Tria. Per i giudici, però, "la consapevolezza di Petrolini di essere incinta è dimostrata dalle molte ricerche su Internet, che evidenziano come fin dai primi mesi l'imputata fosse conscia di essere in attesa e di avere anche una certa contezza dell'incedere delle settimane".
Assolta per la morte del primogenito
La 23enne era stata accusata del duplice omicidio premeditato di entrambi i suoi figli neonati e di soppressione dei cadaveri. Tuttavia, per quanto riguarda la morte del primogenito, nato a maggio 2023, Petrolini è stata assolta perché, spiegano i giudici, non c’è prova certa che il bimbo sia nato vivo e abbia vissuto "quantomeno per un breve lasso di tempo". Per la Corte d’Assise è impossibile verificare che il piccolo, partorito il 12 maggio 2023, abbia vissuto "quantomeno per un breve lasso di tempo" e che siano state le condotte contestate all'imputata a determinarne la morte. Questo non esclude la volontà della 23enne di “determinare la morte del figlio, come risulta dal comportamento da lei mantenuto per tutta la durata della gravidanza e del parto”, ma non permette di ritenere “l'imputata responsabile della morte dello stesso”.