Duplice omicidio in Versilia, uccide moglie e figlio e sale sul tetto armato: arrestato

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Poco prima delle 15, un uomo di 62 anni avrebbe ucciso a colpi di fucile la moglie e il figlio all’interno dell’abitazione di famiglia. Secondo una prima ricostruzione, l’allarme è stato lanciato da alcuni familiari che, uditi gli spari, si sono avvicinati alla casa e hanno chiamato i soccorsi. Dopo essersi rifugiato sul tetto, è stato bloccato dai carabinieri

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Duplice omicidio nel pomeriggio di oggi sulle colline di Camaiore, nella località di Vado, in Versilia. Poco prima delle ore 15, un uomo di 62 anni, Piero Moriconi, avrebbe ucciso a colpi di fucile la moglie moglie Katy Andreoni, 52 anni, e il figlio 24enne Mirko, all’interno dell’abitazione di famiglia. Secondo una prima ricostruzione, l’allarme è stato lanciato da alcuni familiari che, uditi gli spari, si sono avvicinati alla casa e hanno richiesto immediato aiuto. La centrale operativa del 118 ha ricevuto la chiamata alle 14.32, segnalando una sparatoria in corso a Camaiore, nella zona di Pieve, e la presenza di una persona armata sul tetto dell’abitazione.  Moriconi è rimasto sul posto fino all’arrivo dei militari dell’Arma, che lo hanno poi preso in consegna e arrestato. L’arma utilizzata per il duplice omicidio è stata sequestrata.

Indagano i carabinieri

Le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e il contesto in cui sarebbe maturata la tragedia, mentre l’area dell’abitazione è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Lucca per consentire i rilievi tecnico-scientifici. Secondo una prima ricostruzione, il figlio della coppia era stato a pranzo da dei parenti e poi verso le 14,30 è rientrato in casa dove c'erano entrambi i genitori. Trascorso poco tempo il padre ha impugnato l'arma e li ha uccisi, verosimilmente per un contrasto familiare.

L'uomo ai vicini: "Mi sono liberato di loro"

Tra le dichiarazioni attribuite al 63enne, quella con cui avrebbe commentato il gesto davanti ai familiari e ai vicini accorsi sul luogo della tragedia: “Mi sono liberato di loro”. Le frasi sono ora al vaglio degli inquirenti. Secondo quanto riferito da alcuni residenti della zona, nei mesi precedenti si sarebbero registrati dissidi all’interno del nucleo familiare, anche se nulla avrebbe fatto presagire un epilogo di tale violenza, e l'uomo si sarebbe più volte lamentato dei comportamenti dei familiari con alcuni conoscenti. Secondo quanto emerge, l'uomo non apprezzava lo stile di vita del figlio che, quattro anni fa, aveva scritto un post su Facebook: "Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay". Solo l'inchiesta, però, potrà chiarire il movente del duplice omicidio.

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