Eredità Emilio Fede, guerra tra figlie in tribunale: case, gioielli e villa da 7 milioni

Cronaca
©IPA/Fotogramma

L'eredità milionaria di Emilio Fede e della moglie Diana De Feo finisce in tribunale. Dopo una denuncia per circonvenzione di incapace alla procura di Roma, ora vicina all'archiviazione, la figlia Simona annuncia opposizione e una causa civile per ripristinare le quote di legittima. In ballo ville a Capri e Napoli, immobili, gioielli e conti correnti.

ascolta articolo

La battaglia per il patrimonio di Emilio Fede e della moglie Diana De Feo si sposta davanti al giudice civile. La denuncia presentata alla procura di Roma per circonvenzione di incapace e appropriazione indebita va verso l'archiviazione, ma la richiesta non ha chiuso la partita tra le due figlie, Simona e Sveva Fede. La primogenita annuncia ora una doppia mossa: l'opposizione all'archiviazione e l'avvio di una causa civile. Al centro del contendere un'eredità milionaria che comprende una villa ad Anacapri, immobili ai Castelli Romani, gioielli, cassette di sicurezza e conti correnti. La vicenda è stata anticipata da La Repubblica, in un articolo firmato da Giuseppe Scarpa.

IPA63968804 - ARCHIVIO EMILIO FEDE A NAPOLI
Emilio Fede e la moglie Diana De Feo - ©IPA/Fotogramma

Opposizione e causa civile

A non accettare la conclusione delle indagini è Simona Fede, assistita dai penalisti Daniele Bocciolini e Abraham Rallo. Oltre all'opposizione, la figlia annuncia l'avvio di un'azione in sede civile: l'obiettivo, spiega all'ANSA, è che "vengano ripristinate le quote di legittima come volevano mamma e papà secondo i loro testamenti". Simona precisa di aver presentato a Roma una denuncia contro ignoti: "Quando sono andata a casa di mamma pensavo ci fosse stato un furto. Poi in questi mesi mi sono accorta che non è andata così". Attraverso alcuni consulenti ha fatto svolgere accertamenti patrimoniali, bancari e catastali, rivolgendosi anche a un esperto per l'analisi di alcune firme. Gli esiti, annuncia, saranno depositati nell'udienza — ancora da fissare — sull'opposizione all'archiviazione, mentre la causa civile sarà presentata al tribunale entro la fine della prossima settimana.

 

Le accuse alla sorella

Il punto di rottura, nella ricostruzione di Repubblica, è la morte di Diana De Feo. Simona è convinta che la gestione del patrimonio da parte di Sveva abbia progressivamente svuotato l'asse ereditario disegnato dalla madre nel testamento. Nel mirino finiscono alcune operazioni compiute dopo il decesso della giornalista: l'apertura di una cassetta di sicurezza alla Bnl di via del Tritone, la sorte di gioielli e beni di valore, una serie di movimenti bancari.

Sul fronte di Anacapri, Simona contesta alla sorella di aver promosso il trasferimento della quota del padre nella Fondazione Emilio Fede, arrivata così a controllare l'intera villa, nonostante il testamento materno le avesse destinato metà dell'immobile. Su Villa Lucia, infine, sostiene che la proprietà sarebbe stata rappresentata con caratteristiche inferiori a quelle reali e lamenta la lesione della propria quota di legittima. Parte delle accuse, sempre secondo il quotidiano, ruota intorno alla fragilità del padre negli ultimi anni di vita: nelle carte compaiono i sopralluoghi dei carabinieri che ne descrivono le difficoltà nel ricostruire la propria situazione patrimoniale.

Villa Lucia e i fronti dello scontro

Secondo la ricostruzione di Repubblica, il cuore della contesa è Villa Lucia, residenza che domina il Golfo di Napoli dal parco della Floridiana. Simona, che ha dato il via all'inchiesta denunciando la sorella, la descrive come una proprietà di seicento metri quadrati e un valore vicino ai sette milioni di euro, e nella villa vede il simbolo della propria esclusione dall'eredità. Altro fronte caldo è Capri: la villa di Anacapri apparteneva per metà a De Feo e per metà a Fede, e secondo Simona la quota del padre sarebbe finita nella Fondazione Emilio Fede, costituita nel luglio 2021, nonostante il testamento della madre le avesse destinato l'altra metà. Sullo sfondo, le condizioni di salute del padre, morto a 94 anni nel settembre 2025, su cui (riferisce sempre il quotidiano) Simona fonda parte delle accuse rivolte alla sorella.

Cronaca: i più letti