La Procura di Lecce ha chiuso le indagini dopo la morte di Mattia Ottaviano, rider 36enne di Tuglie (Lecce) deceduto nel febbraio del 2024 durante un collaudo sulla pista Porsche di Nardò. Nel registro degli indagati sono stati iscritti la società Nardò Technical Center e cinque persone
La Procura di Lecce ha ufficialmente concluso le indagini relative alla morte di Mattia Ottaviano, il rider 36enne di Tuglie (Lecce) morto il 21 febbraio 2024 durante un collaudo sulla pista Porsche di Nardò. Nel registro degli indagati sono stati iscritti, infatti, la società Nardò Technical Center e cinque persone, tra cui i vertici aziendali, due responsabili del servizio di prevenzione e protezione e il collaudatore alla guida dell'auto coinvolta nell'incidente mortale.
L'impatto mortale
Secondo quanto stabilito dall'accusa, gli indagati avrebbero omesso di valutare in maniera corretta ed adeguata i rischi correlati alla contemporanea presenza in pista di motocicli e autoveicoli sull'anello ad alta velocità, senza adottare misure organizzative e procedurali idonee a prevenire eventuali incidenti. Ottaviano, quando ha perso la vita, si trovava in sella ad una Ducati Panigale quando si era scontrato con una Porsche Panamera condotta da un altro collaudatore. Dopo il tremendo impatto, la moto del giovane aveva preso fuoco portando alla morte il suo conducente. Le conclusioni degli inquirenti si sono basate anche sull'analisi delle immagini delle telecamere del circuito, insieme a quelle del materiale informatico sequestrato, della documentazione relativa alle attività di collaudo e sugli accertamenti tecnici eseguiti sui mezzi coinvolti. Secondo la stessa Procura, le omissioni contestate avrebbero contribuito, di fatto, al tragico epilogo.