Dopo il rifiuto della sanità del Friuli Venezia Giulia, l'associazione Luca Coscioni riferisce che la donna è stata accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, come nel caso di Martina Oppelli. I Disobbedienti civili annunciano che domani si autodenunceranno in Questura a Trieste e terranno una conferenza stampa
Lucia, di 80 anni, triestina, è morta in Svizzera seguendo una pratica di "suicidio assistito", dopo il diniego da parte della sanità del Friuli Venezia Giulia. Lo comunica l'associazione Luca Coscioni, precisando che la donna, affetta da una patologia neurodegenerativa, è stata accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, l'associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è responsabile legale Marco Cappato, proprio come Martina Oppelli. I Disobbedienti civili hanno annunciato che domani si autodenunceranno in Questura a Trieste e poi terranno una conferenza stampa.
Il percorso clinico e legale
Lucia è morta oggi in Svizzera, dove ha avuto accesso al "suicidio medicalmente assistito", "nonostante fosse nelle condizioni per poterlo ottenere in Italia", precisa la nota. È stata accompagnata da Matteo D'Angelo e Antonella Lauvergnac del Soccorso Civile. La donna era affetta da una rara malattia neurodegenerativa progressiva, incurabile che le aveva causato gravi limitazioni motorie, dolori diffusi e spasmi impedendole "alcun tipo di attività senza l'assistenza continuativa dei suoi caregiver". Era sottoposta a una corposa terapia farmacologica.
Le richieste ad ASUGI
Lucia aveva avviato il percorso per accedere al suicidio medicalmente assistito sia in Svizzera sia in Italia. Nell'agosto 2025 aveva chiesto la verifica delle condizioni per accedere legalmente alla morte volontaria assistita in Italia, sulla base della sentenza "Cappato-Antoniani" 242/2019 della Corte costituzionale ma, "dopo una celere attivazione da parte di ASUGI con le visite della commissione medica, a novembre era stato espresso il diniego". "Lucia non sarebbe stata - per ASUGI - dipendente da trattamenti di sostegno vitale, nonostante la documentazione medica attestasse il contrario", riporta la nota. A marzo 2026, assistita dal team legale dell'Associazione Luca Coscioni, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, Lucia aveva presentato una diffida ad adempiere ad ASUGI chiedendo di rivalutare le sue condizioni e interpretare il trattamento di sostegno vitale ma, nonostante le nuove visite domiciliari effettuate da ASUGI, Lucia, dopo 10 mesi dalla sua prima richiesta, non ha più ricevuto alcuna comunicazione da parte di ASUGI, dicono alla associazione Luca Coscioni: "Né la nuova relazione medica né il nuovo parere del comitato etico". "Chiediamo che sia fatta giustizia", dicono Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale Luca Coscioni.