Abruzzo, bambini tirati per capelli e insultati: a processo maestra d’asilo

Cronaca

La donna ha sempre respinto con forza tutte le accuse, ammettendo soltanto di aver avuto sì alcuni atteggiamenti intransigenti, ma non violenti, il tutto a puro scopo correzionale. Non sono dello stesso parere, però, i genitori che si sono costituiti parte civile dopo aver ravvisato nei figli paura e timore al solo pensiero di recarsi a scuola

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Una 49enne, maestra in una località della Marsica (in Abruzzo), è accusata per il reato di abuso di mezzi di correzione e di disciplina ai danni di bambini tra i 4 e i 5 anni. La Procura di Avezzano, si legge nell'edizione odierna del quotidiano Il Messaggero, ha chiuso le indagini ed emesso decreto per la citazione diretta a giudizio per l'udienza predibattimentale. Il magistrato, nella richiesta di processo, cita una decina di casi di maltrattamento. I bambini sarebbero stati insultati e tirati per i capelli, una bambina sarebbe stata messa su uno scaffale per impedirle di uscire dall'aula: situazioni vissute e raccontate dai piccoli alunni ai genitori e poi confermate da altre maestre.

 

Le indagini

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini condotte dalla Procura di Avezzano, la donna in diverse occasioni avrebbe tirato per i capelli i bambini, in altre li avrebbe costretti a mettere la testa sul banco minacciando di schiacciarla a chi non avesse ubbidito. A essere oggetto di questi comportamenti 'abituali' almeno una decina di bimbi, spesso puniti con il gioco del silenzio. In molti dei suoi alunni, ritiene l'accusa, la maestra aveva generato pericolose lesioni psicofisiche. La donna ha sempre respinto con forza tutte le accuse, ammettendo soltanto di aver avuto sì alcuni atteggiamenti intransigenti, ma non violenti, il tutto a puro scopo correzionale. Non sono dello stesso parere, però, i genitori che si sono costituiti parte civile dopo aver ravvisato nei figli paura e timore al solo pensiero di recarsi a scuola. Secondo il legale il comportamento dell'insegnante avrebbe provocato una regressione dello stato di salute dei bambini. Per la difesa, invece, parlare di abuso dei mezzi di correzione sarebbe esagerato perché la maestra era convinta di agire per il bene dei suoi piccoli allievi. 

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