La madre di Regeni sul no ai fondi per il film: abituati da 10 anni a queste ingiustizie

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"Quando lo abbiamo saputo, ci è dispiaciuto per chi ha investito, per chi ci ha messo veramente il cuore, l'anima e la testa. Il nostro più grande dispiacere è stato proprio questo". Lo ha detto la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, all'Università Statale di Milano

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"A queste ingiustizie ci siamo abituati da dieci anni. Noi sapevamo di striscio che c'era stata questa richiesta di fondi. Quando lo abbiamo saputo, ci è dispiaciuto per chi ha investito, per chi ci ha messo veramente il cuore, l'anima e la testa. Il nostro più grande dispiacere è stato proprio questo". Lo ha detto la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, all'Università Statale di Milano, in occasione della prima proiezione del documentario sul ricercatore - “Tutto il male del mondo” - commentando la negazione dei fondi pubblici al film da parte del Ministero della Cultura. 

Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni - ©Ansa

Paola Deffendi: “Ci dispiace per chi ci ha messo cuore, anima e testa”

"Il nostro commento di famiglia, includo anche l'avvocata Alessandra Ballerini, è stato: Deve fare tutto Giulio? Basta, deve fare tutto lui! perché non è la prima volta che, dove arriviamo e arriva Giulio, qualcosa salta", ha aggiunto la madre di Regeni, secondo cui in Italia la ricerca, l'arte e la cultura sono all'interno dello stesso contenitore e non viene dato loro il giusto valore. "Vorrei dire di più, ma qui non posso ancora farlo", ha aggiunto, concludendo con un riferimento al titolo del libro scritto con il marito Claudio: "Giulio fa cose, Giulio continua a fare cose".

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Michele Serra: "Scelta smaccatamente politica"

"Il docufilm sulla storia di Giulio Regeni non era abbastanza patriottico da meritare i finanziamenti da parte della Commissione del Ministero della Cultura? Se tra i criteri era previsto un contributo all'identità italiana, si vede che la storia di Giulio Regeni non è stata ritenuta abbastanza italiana", ha osservato con ironia Michele Serra, al termine di una serata all'Anteo Palazzo del Cinema, dove ha moderato un incontro con i genitori del ricercatore e l'autore del docufilm Emanuele Cava. "Un tentativo di censura? Non direi", ha aggiunto lo scrittore. "Si tratta piuttosto di una scelta smaccatamente politica che, oltre questo documentario, ha escluso anche altre opere perché giudicate di sinistra. Per esempio, neanche l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci è stata finanziata".

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