Cresce autolesionismo tra i giovani, casi raddoppiati dal 2000

Cronaca

Uno studio condotto su 42 Paesi, tra cui l'Italia, sottolinea come ne sia stato vittima il 10% di ragazze o ragazzi, almeno una volta nella vita

ascolta articolo

L’autolesionismo è sempre più frequente tra i giovani e i giovanissimi. Secondo uno studio condotto su 42 Paesi, tra cui l'Italia (pubblicato su Jama Pediatrics e condotto presso l'Università di Toronto e l'ospedale pediatrico The Hospital for the Sick Children di Toronto), in vent’anni le visite per autolesionismo sarebbero raddoppiate.

I dati dello studio

Lo studio ha registrato un aumento medio annuo dei casi, emersi durante una visita medica, del 3,5%. L'autolesionismo, ovvero l'atto deliberato di procurarsi danni fisici con o senza intento suicida, è una delle principali cause di ricorso al pronto soccorso tra i giovani. Si stima che circa il 10% dei giovani abbia praticato un atto di autolesionismo almeno una volta nella vita. Gli esperti hanno condotto l'analisi di 42 studi già pubblicati sull'argomento, che hanno riguardato giovani e giovanissimi da 0 a 24 anni; per l'Italia è stato considerato uno studio svolto in Piemonte che ha riguardato bambini e ragazzi dai 5 ai 19 anni, relativo agli anni dal 2011 al 2021. Nel complesso la meta-analisi ha coinvolto oltre 234 milioni di individui tra bambini e ragazzi. Secondo quanto riferito all'ANSA da Eyal Cohen, uno degli autori presso l'ospedale canadese, lo studio italiano mostra che per il nostro Paese il trend di aumento dei casi di autolesionismo è simile a quello di altri studi inclusi nella revisione: globalmente si registra una tendenza in crescita di lungo periodo e costante, che si traduce in un raddoppio del tasso di visite effettuate. Il tasso di aumento è maggiore per le ragazze (+3,6% l'anno), rispetto ai ragazzi (+1,2% l'anno). 

I motivi collegati al fenomeno

"Il nostro studio non ha valutato le cause di tali aumenti. Tuttavia, tra i fattori collegati all'autolesionismo rientrano i cambiamenti nell'ambiente sociale a scuola, a casa e in altri contesti; la diffusione dei social, talvolta associata al cyberbullismo, all'esposizione a contenuti che incitano all'autolesionismo e ad altri fattori; altri effetti dei media digitali e del tempo trascorso davanti agli schermi sul benessere, come la carenza di sonno e di socializzazione; e poi ancora altri fattori di stress che possono colpire i giovani e che potrebbero essere stati meno intensi nelle generazioni passate", ha spiegato Cohen.

Cronaca: i più letti