Morto Dario Antiseri, il filoso allievo di Karl Popper aveva 86 anni

Cronaca

Aveva diffuso in Italia il pensiero di Popper anche attraverso una delle più note biografie pubblicata per Rubbettino e aveva applicato il razionalismo scientifico dell'epistemologo austriaco a vari ambiti del sapere e dello spirito. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal suo storico editore Rubbettino

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È morto all'età di 86 anni nella sua abitazione di Cesi di Terni, dopo una lunga malattia che lo aveva portato a sospendere le sue uscite pubbliche, il filosofo Dario Antiseri. Nato a Foligno (Perugia) il 9 gennaio 1940, dopo l'Università a Perugia aveva perfezionato i suoi studi in vari atenei europei, Vienna, Münster e Oxford, su temi legati alla logica matematica e alla filosofia del linguaggio. Allievo di Karl Popper, del quale aveva diffuso in Italia il pensiero anche attraverso una delle più note biografie pubblicata per Rubbettino, aveva applicato il razionalismo scientifico dell'epistemologo austriaco a vari ambiti del sapere e dello spirito. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal suo storico editore Rubbettino. 

L'ultimo libro

Il suo ultimo lavoro, pubblicato da Rubbettino aveva un titolo che rappresentava a pieno il suo percorso di ricerca "I dubbi del viandante", caratterizzato dal rifiuto di ogni dogmatismo. Questo atteggiamento gli aveva talvolta attirato le critiche di parte del mondo della Chiesa che lo aveva accusato di relativismo, relativismo che egli rivendicava in realtà con forza: uno dei suoi libri di maggior successo, tra i molti editi da Rubbettino, si intitola proprio "Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano".

Divenuto libero docente nel 1968, Antiseri ha insegnato in diverse università, quali "La Sapienza" di Roma, Siena, Padova, fino a ricoprire l'incarico di preside della Facoltà di Scienze politiche alla Luiss di Roma tra il 1994 e il 1998. Nel febbraio del 2002 era stato insignito, insieme al filosofo Giovanni Reale, di una laurea honoris causa presso l'Università Statale di Mosca. 

La carriera

Profondamente credente e pienamente dedito all'applicazione dei valori cristiani alla vita di tutti i giorni e all'ambito professionale, Antiseri era fortemente convinto del valore pedagogico della filosofia in contrapposizione a un certo elitarismo che ha caratterizzato il pensiero filosofico negli ultimi tempi. I suoi allievi, tra cui lo stesso editore Florindo Rubbettino, ricordano la passione, la dedizione e l'umanità con cui svolgeva il proprio ruolo di docente universitario presso la Luiss Guido Carli di Roma.

"Forse i grandi maestri non muoiono mai davvero - ha dichiarato l'editore Florindo Rubbettino - Le loro idee continuano a vivere nel cuore e nella mente di chi le ha apprese dalla loro viva voce e a vibrare con vigore dalle parole incise nelle pagine dei libri che hanno scritto. Questo pensiero mi è di grande conforto in un momento di dolore personale e di tutta la casa editrice come quello che stiamo vivendo per la morte di Dario Antiseri. Sentiamo più che mai il dovere di onorare la sua memoria impegnandoci ancora di più a far vivere e risuonare forte il suo insegnamento. In un momento storico come questo che stiamo vivendo con il riaffacciarsi di vecchi e nuovi dogmatismi, con il preoccupante ritorno dell’intolleranza culturale, politica e religiosa, con una sempre più caparbia voglia di prevaricare sugli altri con la sola presunzione dell’ideologia, l’insegnamento di un grande maestro come Antiseri, che è stato un costruttore di ponti tra cultura umanistica e cultura scientifica, tra mondo liberale e mondo cattolico, tra università e scuola e che ha visto nel relativismo la spina dorsale dell’identità occidentale, è sempre più preziosa. Un relativismo fatto non di indifferenza ma di accoglienza della libertà e delle idee degli altri. Un relativismo che non fa a pugni con la fede ma che anzi ne costituisce il presupposto ultimo perché essa possa essere esercitata. Siamo relativisti perché cristiani e il relativismo e il nichilismo non sono il male dell’Occidente ma ne rappresentano i suoi elementi costitutivi, potremmo dire, citando due titoli di alcuni suoi libri e provando a fare una rapida sintesi di un tratto fondamentale del suo pensiero".

Ad Antiseri e al gruppo di studiosi che lavorava con lui intorno al Centro di Metodologia delle Scienze Sociali, Rubbettino deve la felice intuizione della pubblicazione dei grandi classici del pensiero liberale austriaco tra i quali Menger, von Mises, von Hayek, le cui idee si sposavano con quelle del fondatore, Rosario Rubbettino che del liberalismo aveva fatto il suo cavallo di battaglia sin dagli albori della casa editrice. "In un periodo in cui parlare di liberalismo sembrava quasi provocatorio, Dario Antiseri ha avuto la forza di indicare una strada alternativa non solo a quella del socialismo di stampo sovietico che continuava ad affascinare molti intellettuali nostrani pur mostrando allo stesso tempo tutti i suoi limiti proprio laddove aveva trovato applicazione, ma anche a tutte le forme di interventismo e statalismo", aggiunge Florindo Rubbettino. 

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