Irifiuti prodotti dal Parco acquatico Etnaland di contrada Valcorrente a Belpasso, nel Catanese, venivano incendiati metodicamente in una discarica abusiva: è quanto scoperto dalla Guardia costiera che stamattina ha apposto i sigilli alla struttura realizzata in un ampio appezzamento di terreno. Il parco è uno dei più vasti e noti dell'intera Sicilia. Sono stati sequestrati anche mille metri cubi di rifiuti (assimilabili a solidi urbani) oltre alle attrezzature e ai mezzi utilizzati per la gestione dei rifiuti
Scattano i sigilli per il parco acquatico di Etnaland, in contrada Valcorrente a Belpasso nel Catanese. Le indagini hanno portato alla scoperta di gravi violazioni in materia ambientale. I particolari dell'attività d'indagine esposti durante la conferenza stampa convocata alla Procura di Catania alla presenza del procuratore capo, Francesco Curcio, e del direttore marittimo della Sicilia orientale, contrammiraglio Raffaele Macauda.
Immondizia Etnaland bruciata e interrata
Un'inchiesta della procura catanese ha scoperto che i rifiuti prodotti dal parco acquatico Etnaland, a Belpasso (Catania), uno dei più grandi della Sicilia, meta di decine di migliaia di persone l'anno, venivano dati alle fiamme in un terreno contiguo alla struttura e poi sotterrati. L'indagine era cominciata nel 2022 e nel corso dell'inchiesta i pm hanno chiesto al gip il sequestro preventivo di tutto il parco acquatico e l'hanno ottenuto. Nel procedimento penale sono indagati l'imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl in qualità di persona giuridica. I reati contestati sono l'attività di gestione di rifiuti - anche speciali - non autorizzata, la combustione illecita di rifiuti, l'attività organizzata per il traffico di illecito di rifiuti e l'inquinamento ambientale.
Le indagini
Il terreno dove venivano bruciati i rifiuti è di tipo seminativo e secondo le indagini il parco non risulta "dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale: la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019)". Il gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha ordinato il sequestro preventivo di tutta la struttura "Etnaland" impartendo "stringenti prescrizioni all'impresa al fine di ottemperare alle gravi carenze ambientali riscontrate. Il gip ha delegato i controlli gli agenti di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto - Guardia costiera di Catania. La missione di telerilevamento ambientale nell'inchiesta è stata effettuata da un elicottero della base aeromobili Guardia Costiera di Catania - dice il capitano di vascello Roberto D'Arrigo - nell'ambito dei consueti controlli e monitoraggi a tutela dell'ambiente marino e costiero, per i quali il Corpo delle Capitanerie di porto opera alle dipendenze funzionali del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica".