Crollo Ponte Morandi a Genova, 502 parti civili su 700 escluse dal processo

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Ammesso invece il Comitato parenti, che era stato inizialmente escluso dal giudice dell'udienza preliminare. Egle Possetti, in qualità di portavoce ha commentato:“Decisione giusta e doverosa”

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Il collegio presieduto dal giudice Lepri ha escluso 502 parti civili dal processo per la strage del Ponte Morandi, il cui crollo, il 14 agosto del 2018, ha portato alla morte di 43 persone. È stata invece accolta la richiesta di costituzione del Comitato parenti delle vittime, che in precedenza era stato escluso dal Gup. Una notizia che ha provocato commozione in aula fra i famigliari presenti. Le parti civili ammesse sono circa 220.

 

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L'udienza è stata interrotta per mezz'ora per consentire ai legali di visionare le liste delle parti civili ammesse e non. Egle Possetti, portavoce del Comitato, ha commentato: "Grandissima soddisfazione per questa decisione. L'ammissione come parte civile del Comitato è giusta e doverosa. E rappresenta un precedente importante anche per altri processi e comitati simili al nostro”. Sono 59 le persone imputate tra ex dirigenti di Autostrade e Spea (la controllata che si occupava delle manutenzioni) e tecnici, ex e attuali dirigenti del Mit e del provveditorato delle opere pubbliche. Le due società sono uscite dal processo patteggiando 30 mln. Per l'accusa tutti sapevano delle condizioni del Morandi ma nessuno fece nulla.

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