Migranti, sindaci riuniti a Palermo per un'Europa accogliente

Cronaca

Mentre il Consiglio Europeo si riuniva cercando ancora una volta una convergenza sul tema dei flussi migratori, a Palermo si è ritrovata un'altra Europa, quella dei Sindaci delle città da sempre in prima linea ad affrontare gli arrivi costanti di profughi e migranti.  In un documento si chiede all'Europa una gestione diversa del fenomeno all'insegna di tre parole: umanità, solidarietà, volontarietà.

 

From the Sea to the City - A Conference of Cities for a Welcoming Europe”

 

Dalle parole ai fatti, lo statement dei Sindaci

 

"Palermo è il polo di un'iniziativa che, con concretezza e senza retorica, ricorda l'importanza e la difesa dei diritti umani", spiega il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che al presidente del Parlamento europeo Sassoli e alla presidente della Commissione Ue von der Leyen  ha proposto il RES, Rescue European Service, un servizio civile di salvataggio dei migranti in mare, che servirebbe a legittimare il lavoro meritorio delle Ong, che - sottolinea il sindaco -  salvano vite ogni giorno".

 

"Servono soluzioni pragmatiche perché - ricorda Orlando -"in mare, davanti a casa nostra, la gente continua a morire. Non è un caso - aggiunge - che questo messaggio dirompente che mette al centro il valore della vita, rivolto ad un'Europa troppo spesso sorda al genocidio nel Mediterraneo, parta proprio da qui. Da un luogo che fa dell'accoglienza e dell'integrazione la propria cifra culturale. E la presenza dei sindaci provenienti da tutta Europa conferma e rafforza il cammino finora tracciato. Che continueremo insieme. Ora più che mai è il tempo dell'azione".

 

Dalla Conferenza delle città un documento firmato dai primi cittadini di una trentina di paesi e città di frontiera. "La politica migratoria europea è in un'impasse da anni. Presa tra la discussione arretrata sulle quote di distribuzione, plasmata dagli interessi nazionali, e la visione idealista di un'Europa senza frontiere,  impigliata nella disputa tra il più desiderabile e il minimo comune denominatore. Nella politica europea di asilo e migrazione, è quindi più importante che mai trovare un consenso sociale paneuropeo invece di un consenso tra gli stati. Ecco perché ci opponiamo con il nostro pragmatismo morale a questa situazione apparentemente senza speranza, in cui il destino delle persone in fuga e i nostri valori minacciano di diventare una pedina. Siamo città che si impegnano insieme ad una forma di accoglienza democraticamente legittimata dalle loro società urbane e quindi vincolante e regolamentata delle persone in fuga, offrendo loro la possibilità di ntegrazione nella nostra comune Europa. L'integrazione nelle nostre società urbane richiede un pragmatismo incentrato su ciò che è fattibile. Conseguentemente sosteniamo l'idea di una rete di città in Europa. Invece di accentrare l'onere su hotspot e campi presso poche città lungo il Mediterraneo, facciamo affidamento a un'ampia distribuzione su molte città attraverso il potere di un'alleanza ampiamente sostenuta. "

 

Da Palermo a Tirana, da Amsterdam a Lampedusa, i sindaci chiedono quindi alle istituzioni europee e ai governi nazionali europei:

1. Diritto d'asilo e nessuna zona di transito alle frontiere esterne

Qualsiasi riforma del sistema europeo comune di asilo deve garantire il rispetto del diritto individuale all'asilo e l'accesso effettivo di coloro che cercano protezione a procedure di asilo accelerate.

Anche in futuro si dovrà fare ogni sforzo per evitare situazioni di campo profughi come Moria o Lipa. A tal fine, coloro che arrivano sulle coste europee devono essere inviati il più rapidamente possibile direttamente a città, regioni e Paesi che sono pronti a riceverli.

2. Permettere l'accoglienza diretta da parte della comunità

La volontà della società civile e delle nostre comunità di sostenere i rifugiati è gigantesca. Siamo convinti che ospitare i rifugiati nei nostri comuni allevierebbe la crisi alle frontiere dell'Europa. I comuni dovrebbero avere la possibilità di offrire quote di accoglienza per essere coinvolti nelle politiche migratorie. Questo permetterebbe ai comuni disposti a offrire capacità di accoglienza aggiuntive direttamente ai rifugiati bloccati nei campi profughi di frontiera.

3. Finanziamento diretto dell'Ue per i comuni ospitanti

Le istituzioni europee dovrebbero dare accesso al sostegno finanziario diretto ai comuni che vogliono aiutare, in modo che possano soddisfare i loro obblighi umanitari. A tal fine, le città europee hanno bisogno di un quadro finanziario affidabile e completo, che vada oltre i meri costi di alloggio e di sostentamento e che sia inteso come una missione trasversale che comprenda molte aree come l'istruzione, l'occupazione, l'alloggio e la salute.

4. Rafforzare la solidarietà

La condanna della solidarietà, che assume varie forme, distrae l'opinione pubblica dai veri problemi della politica di migrazione e di asilo dell'Ue.

Come città europee, proponiamo raccomandazioni per garantire che la solidarietà non sia fornita solo in via eccezionale o volontaria. Chiediamo quindi all'Unione europea di stabilire un meccanismo obbligatorio per garantire un'equa ripartizione degli oneri e l'accoglienza dei rifugiati negli Stati membri dell'Ue.

Per raggiungere questi obiettivi, noi, come città e comuni, vogliamo lavorare mano nella mano a livello europeo e nazionale in futuro.

5. Canali d'immigrazione legale per una politica d'immigrazione pragmatica

L'Europa dovrà affrontare nei prossimi anni una crescente carenza di popolazione e di manodopera. L'impatto sui rispettivi Stati sarà sì differente, ma diventerà una sfida comune. Di conseguenza, è nostra ambizione conseguire una politica d'immigrazione legale che richieda procedure d'asilo regolamentate e misure d'integrazione efficaci. Questo dovrebbe colmare il divario e permettere ai Paesi di agire di conseguenza.

La rete "International Alliance of Safe Harbours" ("Alleanza Internazionale dei Porti Sicuri"), nascente oggi da questa conferenza, vuole contribuire a costruire una casa europea fondata su una strategia globale di solidarietà, con una premessa fondamentale: proteggere la vita di ogni persona costretta a fuggire, sia per mare che per terra, e darle un'uguale possibilità di una procedura ordinata sotto lo Stato di diritto, secondo le regole comuni europee e sulla base del nostro comune canone europeo di valori. Le condizioni di vita indegne e la morte di troppi non devono pesare sulla coscienza della nostra Europa della solidarietà.

Hanno aderito i sindaci di :

  1. Palermo
  2. Potsdam
  3. Tirana
  4. Bergamo
  5. Amsterdam
  6. Athens
  7. Barcelona
  8. Marseille
  9. Villeurbanne
  10. Trier
  11. Kiel
  12. Munich
  13. Heidelberg
  14. Gutersloh
  15. Lampedusa
  16. Pozzallo
  17. Reggio Calabria
  18. Rottenburg
  19. Flensburg
  20. Goettingen
  21. Braunschweig
  22. Greifswald
  23. Mannheim
  24. Leipzig
  25. Northeim
  26. Dormagen
  27. Muenster
  28. Juelich
  29. Bonn
  30. Marburg
  31. Dortmund
  32. Darmstadt
  33. Würzburg

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