Covid, i test rapidi non vanno usati per screening di massa

Cronaca

Paola Baruffi

I test rapidi non devono essere usati per screening di massa. Lo dice chiaramente Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e lo si legge anche su un documento dell’Oms. Eppure in Italia sono stati distribuiti per i controlli in aeroporto

 “I test antigenici rapidi vanno riservati per conferme diagnostiche piuttosto che per le politiche di contact tracing piuttosto che ancora per le politiche di screening di massa” Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, lo dice con chiarezza. I test antigenici non dovrebbero essere utilizzati per screening di massa. Stiamo parlando dei cosiddetti tamponi rapidi, quelli che funzionano come un test di gravidanza e danno il risultato in meno di 30 minuti e che nel nostro Paese vengono utilizzati, solo per citare un esempio proprio negli aeroporti, proprio a scopo di screening di massa.  Facciamo insomma quello che il presidente del Consiglio superiore di Sanità consiglia chiaramente di non fare: screening di massa con i tamponi rapidi.

L’Oms e la Fda

Si tratta di test utili ma con tassi di affidabilità inferiori (a volte di molto) ai classici tamponi molecolari.Il dibattito sull’efficacia dei tamponi rapidi divide il mondo scientifico e non tutti i Paesi li utilizzano. Negli Stati Uniti i test possono essere usati solo in presenza di sintomi in fase acuta e un risultato negativo non può essere considerato definitivo. Molto chiara anche l’organizzazione mondiale della sanità che in un documento spiega che questi test non devono essere usati in aeroporti e alle frontiere per screening di massa, ma solo all’interno di comunità ristrette in cui vi siano focolai già accertati.

Il Caso del Lazio

La differenza tra usarli o non usarli si vede anche da questi numeri che citiamo a titolo di esempio. Nella regione Lazio il rapporto tra contagiati e numero di tamponi fatti risulta del 12% circa se si contano sia i risultati dei tamponi rapidi che di quelli molecolari. Ma se andiamo a vedere lo stesso rapporto calcolato solo sulla base del tampone molecolare, la percentuale dei contagiati si alza di molto, fino a un più allarmante 33,9%. La regione è la stessa, così come il numero assoluto dei positivi. Ma la fotografia della situazione cambia in base ai tamponi che consideriamo.

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