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Tridico (Inps) su orfane di femmincidio: “So cosa si prova, mia sorella uccisa dal marito”

Femminicidio Biagi, Inps: nessun risarcimento

3' di lettura

Il presidente dell’Inps parla della richiesta di risarcimento, poi bloccata, inoltrata alle due ragazze di Massa, il cui padre uccise la mamma e si tolse la vita. “Atto dovuto a cui non avremmo mai dato esecuzione”. Poi dice che anche sua sorella fu vittima del partner

"Il mio istituto non vorrà comunque mai dare mandato all'esecuzione dell'azione. La lettera era un atto dovuto. Ma sia il ministro Catalfo che il sottoscritto ci stiamo impegnando personalmente per fare quella modifica normativa che permetta anche in futuro di risolvere altri casi di specie". Queste le parole del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, che torna sulla vicenda delle due sorelle orfane di femminicidio a cui l’Istituto aveva chiesto un risarcimento da 124mila euro, salvo poi bloccare la procedura. "Siamo a un passo dal trovare quella soluzione che eviti simili paradossi", ha poi garantito. In un’intervista al Corriere della Sera lo stesso Tridico aveva già definito la storia "paradossale", aggiungendo che anche sua sorella fu uccisa dal marito e che dunque lui sa bene "che cosa si prova nella loro situazione". 

"Le ragazze non avrebbero mai pagato"

Le due sorelle, minorenni, si erano viste recapitare la richiesta di denaro dall’Inps come risarcimento per le spese sostenute per l’indennità di malattia e l’assegno di invalidità erogato nei confronti dell’uomo sopravvissuto ai colpi d’arma da fuoco sparati da Marco Loiola, padre delle giovani, che il 28 luglio 2013 a Marina di Massa (Massa Carrara) uccise la ex moglie, Cristina Biagi, 38 anni, sparandole all’interno del ristorante dove la donna lavorava e suicidandosi subito dopo. Poche ore prima Loiola aveva tentato di uccidere un amico della coppia, che riuscì a sopravvivere con conseguenze per le quali l’Inps ha chiesto il conto alle due sorelle. Procedura bloccata dopo l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Era un atto dovuto - ha chiarito ora Tridico - necessario per evitare la prescrizione. Se non fosse stato emesso prima della prescrizione, il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali”. Il presidente dell’Inps ha detto anche che il caso “era all'attenzione di più uffici della direzione generale con l’Avvocatura della Toscana, in collaborazione con la nostra sede di Massa Carrara” e che “quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra, avevano la nostra massima comprensione”.

"So bene cosa si prova"

Nel corso dell’intervista al quotidiano milanese Tridico ha spiegato anche di sapere "bene che cosa si prova nella loro situazione” dato che “mia sorella è stata uccisa da suo marito". Il fatto risale a “quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine”. Il presidente dell’Inps ha aggiunto che per lui, ultimo di sette fratelli, la sorella primogenita “era ben più di una sorella, era come una seconda mamma”.

Data ultima modifica 09 dicembre 2019 ore 14:20

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