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Unesco, le colline del Prosecco sono diventate patrimonio dell'umanità

3' di lettura

Il riconoscimento è arrivato all’unanimità dal Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Baku. Moavero Milanesi: “Un gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese". Zaia: "Ci avevamo creduto fin dall'inizio". Centinaio: "Giornata storica"

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell'Umanità. La 43esima sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell'Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali e naturali da tutelare. Una decisione che è stata presa all'unanimità dai 21 Stati membri del Comitato. I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l'ottavo sito veneto e il 55esimo sito italiano sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela complessivamente 1092 (ora 1093) luoghi "unici" in 167 Paesi. L'Italia, in questo modo, rafforza ulteriormente il suo primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell'umanità.

Moavero: "Straordinaria interazione tra attivtà produttiva e natura"

A confermarlo le parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: "Le splendide Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55mo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco”. Per Moavero, "si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un'attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante". Il titolare della Farnesina ha poi aggiunto: "Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese".

Zaia: "Ci avevamo creduto fin dall'inizio"

Non nasconde la sua soddisfazione il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: "Ci avevamo creduto sin dall'inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell'umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta", dichiara il Governatore, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti, Amerigo Restucci e Leopoldo Saccon e al presidente dell'Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. "Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali - prosegue il presidente - consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall'attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria".

Centinaio: “Una giornata storica”

Per il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, "oggi è una giornata storica per il Veneto e l'Italia intera". Si tratta di "un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l'eccellenza del nostro made in Italy".

Data ultima modifica 07 luglio 2019 ore 14:37

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