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Migranti ancora sulla Sea Watch, indagata la capitana Carola Rackete

Sea Watch, Viminale: linea dura paga. Ma Pd attacca

4' di lettura

Il Viminale: "La linea dura paga". Per la comandante, le accuse sono di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e mancata obbedienza all'ordine di una nave da guerra. Lei: "Ho 42 persone di cui occuparmi. Salvini si metta in fila"

Dopo 15 giorni, 40 migranti sono ancora a bordo della nave Sea Watch e la capitana Carola Rackete è stata iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violazione dell'articolo 1099 del codice della navigazione che viene contestato al comandante che non obbedisca all'ordine di una nave da guerra nazionale. (CHI E' LA COMANDANTE CHE HA FORZATO IL BLOCCO). Un atto dovuto, dicono dalla Procura, dopo l'informativa della Guardia di finanza. "Affronterò tutto con il supporto dei legali e di Sea Watch, ora voglio solo le persone a terra", ha detto Rackete. E ha aggiunto: "La situazione psicologica dei naufraghi a bordo peggiora ogni ora di più". È per questo motivo che la nave ieri ha tentato di forzare in blocco ed entrare al porto di Lampedusa. Fermata dalla Guardia Costiera, l'imbarcazione resta a 1 miglio dalla costa - dopo essersi allontanata e di nuovo avvicinata - senza attraccare. 

La Gdf perquisisce la nave per 5 ore

Nel pomeriggio, la Guardia di finanza è salita a bordo della Sea Watch per effettuare una perquisizione durata 5 ore e mezza. Le fiamme gialle hanno sentito la comandante e i membri dell'equipaggio e acquisito documenti. Tra quelli richiesti: il giornale di navigazione, il giornale di bordo, il giornale generale di contabilità, il quaderno di navigazione con le comunicazioni e la corrispondenza email tenuta dal 9 al 27 giugno. Nella caserma della Gdf è poi arrivato il procuratore aggiunto Salvatore Vella.

Scontro con Salvini

Intanto, continua lo scontro col ministro dell'Interno. "La signorina ha detto che sta facendo quello che sta facendo perché è bianca, ricca e tedesca. Spero che non arrivino in estate tutti i bianchi, ricchi e tedeschi in Italia a rompere le palle. Altrimenti sarebbe un problema. Le regole vanno rispettate", ha ribadito il vicepremier leghista. Immediata la replica della capitana: "Salvini mi considera un nemico pubblico? Ho 40 persone di cui occuparmi. Salvini si metta in fila". 

Conte dal Giappone: 3 o 4 Paesi pronti a redistribuzione

Ma il dibattito è anche, di nuovo, sul ruolo degli altri Paesi europei. Intanto, dal Giappone il premier Conte ha fatto sapere che ci sono "tre o quattro Paesi disponibili alla redistribuzione dei migranti della Sea Watch". Notizia confermata da fonti della Farnesina che citano Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell'Ue. Ma la Commissione ha fatto sapere che gli "sforzi di solidarietà" che sta "cercando di coordinare", possono essere attuati "solo se e quando ci sarà lo sbarco". Una opzione che per il Viminale è fuori discussione: "Prima di sbloccare la situazione si attendono precise garanzie su numeri, tempi e modi". Salvini, intanto, ha definito il comportamento del governo olandese come "disgustoso". 

Continuano gli sbarchi

Il paradosso della vicenda è che intanto proseguono gli sbarchi a Lampedusa: in 16 sono arrivati sull'isola intorno alle 7 di oggi, a bordo di un barchino scortato da una motovedetta delle Fiamme gialle. E ieri mattina erano arrivati in otto. Gli approdi, del resto, non si sono mai fermati nell'isola, davanti alla quale, a circa un miglio, resta la Sea Watch con 40 persone in mare da due settimane. 

Notte sulla nave anche per cinque parlamentari

La notte scorsa, sulla nave, anche cinque parlamentari: Davide Faraone, Graziano Delrio, Matteo Orfini, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi. Intanto, va avanti anche la protesta pacifica sull'isola delle Pelagie dove, per la nona notte consecutiva, un gruppo di attivisti e volontari, su iniziativa del Forum Lampedusa solidale, continua a dormire sul sagrato della parrocchia di San Gerlando. Tra loro il parroco don Carmelo La Magra, a sostegno dei migranti a bordo della Sea Watch.

Data ultima modifica 28 giugno 2019 ore 20:49

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