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Vaccini a scuola, scatta lo stop. A Bologna in 300 non in regola

3' di lettura

Dal 12 marzo divieti in nidi e materne per chi non ha presentato le certificazioni previste dalla legge Lorenzin. Alle elementari e medie si paga fino a 500 euro. In Liguria circa 1.600 casi di ingressi in aula a rischio, mentre in Puglia non si segnalano criticità

Scatta da martedì la norma che vieta ai bambini non vaccinati l’ingresso a scuola. E scattano le sanzioni, come previsto dalla legge Lorenzin approvata nel luglio 2017. I presidi sono fermamente decisi a rispettare la legge che non ha subito modifiche o proroghe, nonostante le diverse richieste (in ultimo quella del ministro Matteo Salvini). Ma in diverse città si contano già diversi casi di bambini non in regola. A Bologna, ad esempio, per circa 300, dopo l'autocertificazione, non è stata consegnata alcuna documentazione aggiuntiva sui vaccini da parte dei genitori. Per questo, è risultato non in regola circa il 4% degli iscritti, come fa sapere il Comune che è pronto a mandare una mail di avvertimento che potrebbe portare alla sospensione.

Il rischio per l'accesso a scuola da Modena a Bari

La legge prevede che i bambini da zero a sei anni non in regola non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell'infanzia; quelli nella fascia d'età 6-16 anni potranno invece entrare. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Oltre a Bologna, anche a Modena ci sono diversi casi non in regola: a fare il quadro della situazione è stata l'Ausl che ha stimato "600-650 minori che potrebbero essere esclusi da nidi e scuole dell'infanzia" e "350 minori studenti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado a rischio sanzione". In Liguria il numero di bambini a rischio si attesta a circa 1.600, mentre a Pisa la percentuale è al 10%. In Puglia non si segnala nessuna criticità: il 95% delle famiglie degli alunni ha rispettato la legge.

In aumento la copertura vaccinale, vicina all'obiettivo del 95%

Il Ministero della Salute, intanto, ha fatto anche sapere che nei primi sei mesi del 2018 sono aumentate le coperture vaccinali dei bambini in Italia, rispetto ai dati al 31 dicembre 2017. In diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità pari al 95%. In particolare, la copertura nazionale per i bimbi nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017. Superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 regioni. Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B). L'aumento è ancora più marcato per la copertura di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%. Sono sei le regioni che superano il 95% e altre tre vi si avvicinano. Crescono anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%).

L’eccezione dell’Alto Adige

L’Alto Adige rappresenta l’unica eccezione all’obbligo che scatta domani. I genitori altoatesini avranno infatti tempo fino all'inizio del prossimo anno scolastico, a settembre 2019, per mettere in regola i figli. In Alto Adige le coperture vaccinali sono tra le più basse d'Italia e il Consiglio provinciale di Bolzano, nel giugno 2017, ha approvato all'unanimità una mozione contro le "misure coercitive per imporre le vaccinazioni". 

Data ultima modifica 11 marzo 2019 ore 20:55

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