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Latte, protesta dei pastori sardi arriva a Montecitorio. Salvini: soluzione entro 48 ore

4' di lettura

Una delegazione di allevatori si è unita davanti al Parlamento agli agricoltori Coldiretti colpiti dal dimezzamento del raccolto di olio provocato da gelo e da Xylella. In Sardegna continuano le proteste. il vicepremier convoca un nuovo tavolo al Viminale

Al quinto giorno la protesta le rivendicazioni dei pastori sardi (I MOTIVI DELLA PROTESTA) per il prezzo troppo basso del latte si estendono a Roma, in piazza Montecitorio, dove gli allevatori si uniscono alla manifestazione degli agricoltori di Coldiretti colpiti dal dimezzamento del raccolto nazionale di olio di oliva, provocato dai danni del gelo e dalla Xylella. Secondo l’associazione, a Montecitorio sono “in migliaia tra agricoltori colpiti dalle pesanti calamità con il dimezzamento del raccolto nazionale di olio d'oliva”. In piazza un grande striscione "Rispetto per la tragedia dei pastori sardi", davanti a bidoni di latte accatastati. I pastori regalano pecorino romano nella piazza colorata di giallo da gilet, palloncini, bandiere, striscioni e cartelli. Oggi a Montecitorio il cordone di sicurezza sarà più stretto del solito. Intanto il vicepremier Matteo Salvini, che ha ricevuto una delegazione guidata dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, promette: "Lavoro per una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi". Il ministro ha convocato un nuovo tavolo al Viminale per giovedì alle 15 al quale parteciperanno associazioni di categoria, governo e produttori.

Coldiretti: "Garantire un futuro a un settore strategico per il Made in Italy"

L'obiettivo della protesta - sostiene la Coldiretti - è "garantire un futuro a un settore strategico per il Made in Italy e difendere il lavoro, l'economia e il territorio". Intervenuto a Sky tg24, Prandini ha spiegato: "Il consorzio di tutela non presta la giusta attenzione sulle forme di concorrenza sleale", ha affermato. "Chiediamo il commissariamento del consorzio perché vi siedono gli stessi industriali che operano in Romania, che hanno sostituito il prodotto italiano con uno simil-italiano. E questo arreca un grave danno economico ai produttori". 

I sussidi promessi da Salvini

Nel corso dell'incontro al quale ha partecipato anche il sottosegretario all'Agricoltura Franco Manzato, Salvini ha preso alcuni impegni con gli allevatori: interventi di sostegno ai pastori per le perdite economiche, legate alla mancata produzione e ai bassi prezzi, e la sospensione delle attività del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, finalizzata all'approvazione di un nuovo piano di produzione. Il pacchetto di iniziative, sottolinea il Viminale, servirà "anche a rasserenare il clima sull'isola". All'incontro al ministero era presente anche una delegazione di olivicoltori pugliesi.

I pastori: nessuna tregua, la lotta va avanti

Per i pastori sardi continuano però i blitz e i presidi anche dopo la proposta del ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio di sospendere la protesta sino al 21 febbraio, data del tavolo di filiera convocato a Roma. Nessuno stop alla protesta: "In realtà nell'incontro con noi - spiega Felice Floris, leader del Movimento dei pastori sardi - questa proposta non ci è stata nemmeno riferita. Noi vogliamo fatti. E, anzi, vorremmo che la situazione fosse risolta ben prima del 21 perché ogni giorno è prezioso. Abbiamo ascoltato, speriamo che si trovi una soluzione. Ma i pastori voglio risposte concrete". Domani dovrebbe essere in programma invece la riunione promossa dalla Regione per decidere il prezzo minimo del latte dopo il rinvio della scorsa settimana. "Ma ancora - dice Floris - noi non sappiamo nulla".

In Sardegna si protesta ancora

Nonostante le rassicurazioni del governo e la convocazione di un tavolo di filiera per il 21 febbraio in tutta la Sardegna proseguono le manifestazioni dei pastori. Oggi la protesta sarda si è spostata nel Sarrabus, nella parte sud orientale dell'Isola, sulla Statale 125 "Orientale sarda" al bivio tra Muravera San Vito e Villaputzu. Un centinaio di pastori si sono ritrovati in presidio con i sindaci di Muravera, di Castiadas, di Villaputzu, di San Vito e di Villasimius. Una protesta pacifica nella quale gli allevatori lavoreranno il latte ovino per preparare il formaggio e la ricotta che verranno distribuiti ai cittadini. La parte restante verrà, invece, versata a terra. "I sindaci sono uniti accanto ai pastori in questa battaglia sacrosanta - dice all'Ansa il primo cittadino di Castiadas Eugenio Murgioni - in gioco c'è il frutto del loro lavoro e l'economia delle loro famiglie".

Data ultima modifica 12 febbraio 2019 ore 14:48

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