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Latte, pastori sardi: senza soluzioni blocchiamo i seggi. Protesta in scalo Porto Torres

5' di lettura

La minaccia in vista delle Regionali. Bloccati per qualche ora i tir frigo, tra cui uno che trasportava carni provenienti dalla Francia: carico gettato per terra. Tensione con agenti, poi protesta sospesa. Centinaio: "Hanno ragione". Salvini: "Io sto con i pastori"

Se non si troverà una soluzione in pochi giorni, bloccheranno i seggi in tutta l'isola per le elezioni regionali di domenica 24 febbraio. È questa la minaccia dei pastori sardi, che hanno lanciato un ultimatum alle istituzioni dopo giorni di protesta.

 

Perché protestano

Gli allevatori sono sul piede di guerra per il prezzo del latte, venduto alle aziende casearie a un costo ritenuto troppo basso (circa 60 centesimi) e incapace di coprire le spese sostenute dai produttori. In segno di solidarietà, nella mattina di martedì 12 febbraio i commercianti nuoresi chiuderanno i negozi.  A San siro, prima di affrontare il Milan, i calciatori rossoblu hanno posato in campo con una maglietta bianca con scritto "Solidarietà ai pastori sardi". Stamattina, oltre a blocchi stradali nel Cagliaritano e nel Nuorese, i malumori sono arrivati anche nello scalo di Porto Torres (Sassari): per qualche ora, oltre un centinaio di contestatori ha fermato i tir frigo imbarcati a Genova. La protesta è stata poi interrotta, non senza momenti di tensione, dall’intervento di carabinieri e polizia in assetto anti sommossa e la situazione nel porto è tornata alla normalità. "Io sto con i pastori", ha detto in giornata il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Hanno ragione, voglio parlare con loro", ha commentato il ministro Centinaio. 

La minaccia dei pastori per il 24 febbraio

Ma la protesta dei pastori sardi non si ferma. "Se entro pochi giorni non si trovano soluzioni per il nostro settore, bloccheremo la Sardegna il 24 febbraio, il giorno delle votazioni", ha annunciato oggi il coordinamento degli allevatori. "Non entrerà nessuno a votare - hanno specificato i pastori -. Non è che non andiamo a votare, non voterà nessuno, blocchiamo la democrazia, ognuno si assuma le proprie responsabilità".

La protesta nello scalo di Porto Torres

Nello scalo di Porto Torres, in mattinata, gli allevatori in particolare hanno fermato un mezzo che trasportava carni suine provenienti dalla Francia e hanno gettato gran parte del carico a terra, chiedendo l'intervento delle autorità sanitarie e denunciando “le pessime condizioni della merce destinata al mercato locale”. Momenti di tensione si sono registrati quando il vicequestore Maurizio Terrazzi, dopo aver tentato inutilmente di dialogare con gli autori della protesta, ha ordinato di chiudere il tir preso di mira dai pastori. Si è sfiorato lo scontro con le forze dell'ordine, ma alla fine gli allevatori hanno permesso al camion di lasciare il porto per il centro dell'isola. Intorno alle 9, un altro mezzo è sfuggito al loro blocco e si è diretto verso il centro della Sardegna.

Blocchi stradali nel Cagliaritano e nel Nuorese

La protesta prosegue nel resto dell'isola. Nel Cagliaritano e nel Nuorese sono ricominciati stamattina i blocchi stradali. Circa un centinaio di allevatori ha bloccato la Statale 131 in direzione Cagliari, nel territorio comunale di Sanluri. Con la stessa tecnica utilizzata nelle ultime 48 ore, i pastori hanno ostruito la carreggiata con alcuni bidoni all'altezza del chilometro 40, vicino al bivio per Villasanta. Decine di litri di latte sono stati poi versati sulla strada. I manifestanti lasciano passare le auto a passo d'uomo a intervalli di dieci minuti: si spostano dalla strada, fanno transitare alcuni veicoli, poi bloccano nuovamente la carreggiata. I carabinieri e la polizia stradale monitorano la situazione. Situazione analoga sulla 131 a Olzai, in provincia di Nuoro. Blocchi sono segnalati al chilometro 20 della Dcn al bivio per il paese, poi ai chilometri 24 e 42. Problemi anche sulla statale 129 al chilometro 82. Gli agenti della Polstrada lavorano per far defluire il traffico su altre strade.

Il ministro Centinaio: "Hanno ragione, voglio parlare con loro"

Sulla protesta è intervenuto anche il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. I pastori sardi, ha detto, "hanno ragione, hanno perfettamente ragione, poi le modalità le lascio a voi". Poi ha aggiunto: "Sabato e domenica sarò in Sardegna perché voglio parlare con loro, sapere da loro se quello che decideremo è una cosa che può essere accettata. Non posso pensare che ci siano operatori che vengono pagati così poco e poi il prezzo del latte nei negozi è se non il triplo poco ci manca". Il ministro ha specificato che "per mercoledì era già prevista, indipendentemente dalla protesta, una riunione tra i miei tecnici al ministero, ad hoc sull'argomento".

Le proteste dei giorni scorsi

È da alcuni giorni che le manifestazioni riguardano tutta la Sardegna, con gli allevatori che buttano il latte per terra in segno di protesta. Anche ieri la rabbia dei pastori si è riversata sulle strade, per poi proseguire con due clamorose azioni: un “assalto” al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), una delle più grandi industrie del settore caseario sardo che esporta formaggi in tutto il mondo, e il blocco ai cancelli del centro sportivo del Cagliari, ad Assemini (a una ventina di chilometri dal capoluogo). I calciatori e l'allenatore Maran, in procinto di partire per Milano, sono stati bloccati e "invitati" a non giocare stasera con il Milan, in segno di solidarietà e per dare una grande visibilità alla protesta. La situazione si è sbloccata quando i calciatori hanno deciso di dimostrare la loro solidarietà con i pastori rovesciando con un gesto dimostrativo alcuni bidoni di latte. Solo allora gli allevatori si sono fatti da parte e hanno consentito alla squadra di uscire dai cancelli e di andare verso l'aeroporto.

Data ultima modifica 10 febbraio 2019 ore 15:18

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