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Sassari, 20enne muore di meningite fulminante da meningococco Y

I titoli delle 17 di Sky TG24 del 16 gennaio

3' di lettura

Il ragazzo era stato ricoverato ieri in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata. Aveva contratto una forma rara della malattia causata dal batterio Neisseria meningitidis. Dopo il decesso, è stata avviata la profilassi sui medici e le persone vicine al giovane

Un ragazzo di 20 anni è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari a causa di una meningite (COS'È) da meningococco Y. Il giovane, hanno fatto sapere i medici, era stato ricoverato ieri dopo essere arrivato in ospedale in codice rosso con un quadro altamente compromesso. Dopo il decesso, è stata avviata la profilassi antibiotica sugli operatori entrati in contatto con il paziente ed è stata fatta denuncia alle autorità competenti per l'avvio delle azioni di profilassi sulle persone entrate in contatto con il 20enne, che è la prima vittima della meningite in Sardegna nel 2019.

La causa è un batterio che colpisce neonati, adolescenti e giovani adulti

Dopo l’arrivo in ospedale del ragazzo, originario della provincia di Sassari, le sue condizioni non sono migliorate e oggi pomeriggio è iniziato l'accertamento di morte, che si è concluso in serata. La diagnosi di meningite infettiva da meningococco è arrivata subito dalla struttura complessa di Microbiologia e Virologia ed è stata poi confermata dalla struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, che ha identificato il sierogruppo Y. A causare questo tipo di malattia è un batterio, la Neisseria meningitidis, che colpisce in particolare i neonati, gli adolescenti e i giovani adulti e il contagio avviene per via aerea, attraverso gocce di saliva infette. Le stagioni più a rischio sono quelle invernali e primaverili.

Negli ultimi due anni altri due casi

"In questi casi è importante fare subito la diagnosi con l'identificazione del sierogruppo e avviare la sorveglianza - spiega il professor Andrea Piana della struttura di Igiene ospedaliera dell'AOU sassarese - Questo consente sia di confermare il sospetto clinico che si tratti di meningococco quindi effettuare la profilassi antibiotica dei contatti, sia di sapere quale sierogruppo è stato responsabile dell'infezione". "L'informazione è stata inoltre trasmessa al Tavolo regionale per il controllo di questa infezione - afferma il professore Paolo Castiglia, responsabile della struttura di Igiene - attivato presso l'assessorato della Sanità e che si interfaccia con l'Istituto superiore di sanità e il Ministero per sorvegliare se alcuni genotipi stiano aumentando o riducendo la loro frequenza. In questo caso, si tratta del sierogruppo Y, più raro rispetto agli altri, che negli ultimi due anni è stato responsabile di altri due casi".

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