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Milano in testa alla classifica della qualità della vita, Roma 21esima

3' di lettura

Nella consueta indagine annuale il Sole 24 Ore fotografa la vivibilità delle province italiane. Il capoluogo lombardo conquista la vetta per la prima volta grazie a reddito, lavoro e servizi. Stabile la Capitale. Vibo Valentia in coda per la quarta volta

Milano stacca tutti e guadagna la vetta della classifica della Qualità della vita, nella consueta indagine annuale del Sole 24 Ore. La provincia lombarda si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d'Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016. Resta stabile la qualità della vita nella Capitale. Roma si piazza al 21esimo posto, in linea con l'anno precedente - dove si piazzava al 24esimo posto, quando il numero di province era salito da 107 a 110. In coda alla graduatoria, invece, si ritrova Vibo Valentia.

Milano svetta per reddito, lavoro e servizi

L'indagine del quotidiano economico scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all'ultimo anno appena trascorso. Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l'iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l'indice di litigiosità nei tribunali. Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno.

Vibo Valentia per la quarta volta in fondo alla classifica

Per incontrare una provincia del Sud bisogna scendere fino alla 73esima posizione dove c’è Ragusa. Vibo Valentia compare per la quarta volta sul fondo, tra numerose città del Sud. La città è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani. In controtendenza i risultati della città sul fronte del turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l'affitto di case.

A Roma aumentano gli investimenti, Napoli guadagna 13 posizioni

Per quanto riguarda Roma, la ricchezza viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d'Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti fotografata dall'elevata percentuale di impieghi sui depositi. Pesano sulla città il numero dei protesti pro capite, l'indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti. Tra le altre grandi città, più a sud spicca la risalita di Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare le performance legate a Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, la città festeggia il miglioramento sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna, in controtendenza solo Genova e Firenze che perdono rispettivamente otto e dieci posizioni.

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