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Atac, referendum a Roma domenica 11 novembre: cosa sapere

4' di lettura

I cittadini della capitale daranno il proprio parere circa la messa a gara dell’azienda di trasporto pubblico. Si tratta di una consultazione non vincolante per l’amministrazione. I quesiti saranno due e si voterà dalle 8 alle 20

Domenica 11 novembre i romani sono chiamati a dare il proprio parere circa il futuro di Atac, l’azienda dei trasporti della capitale. Si tratterà di un referendum comunale consultivo, tecnicamente non vincolante per l’amministrazione cittadina. Con questa consultazione si chiede ai cittadini se siano o meno favorevoli a mettere a gara l’azienda locale, in modo da scegliere e affidarla al soggetto che possa garantire il servizio migliore.

Come si vota

Le urne saranno aperte dalle 8 alle 20, negli stessi seggi elettorali dove si svolgono di solito le elezioni. Sarà necessario essere muniti di documento e tessera elettorale. Gli elettori riceveranno due schede, una per ogni quesito. Si voterà mettendo una croce sul sì o sul no. Le operazioni di scrutinio avverranno immediatamente dopo la chiusura della votazione. Al momento il quorum è fissato a un terzo degli aventi diritto, cioè al 33% (circa 800mila voti), nonostante il Campidoglio quest'anno abbia modificato lo statuto eliminando la soglia minima di partecipazione per le consultazioni di questo tipo. In questo caso, ha fatto sapere l’amministrazione, “sarà applicata la precedente normativa che prevede il quorum, dal momento che l'indizione è antecedente all'approvazione e all'entrata in vigore del nuovo statuto”. Critici i promotori della consultazione che fanno notare come la modifica dello statuto sia avvenuta lo stesso giorno dell’indizione del referendum che, per questo, non dovrebbe prevedere il quorum.

I quesiti

Ai cittadini della capitale verranno sottoposti due quesiti. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”. Il secondo, invece, recita: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”

Chi dice sì

Il referendum è stato promosso dai Radicali italiani, con una campagna iniziata lo scorso 12 ottobre. Sul sito del comitato promotore “Mobilitiamo Roma”, si leggono le motivazioni di chi si propone di votare “sì”: “L’Atac è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Il risultato è un’azienda fallita che non offre al cittadino un servizio efficiente, che perde centinaia di milioni di euro l’anno”. Per questo motivo, “dopo anni di inefficienze, sprechi e logiche clientelari”, il comitato afferma la necessità di “porre fine al monopolio di Atac”, in modo da affidarne la gestione a una o più aziende “sotto il diretto controllo del Comune”. Proprio per questo motivo, si dal fronte del sì escludono che l’obiettivo del voto sia privatizzare Atac. Oltre ai Radicali, schierati per il sì sono anche Pd e Forza Italia.

Chi dice no

Chi si oppone e fa campagna per il no teme invece che la vittoria del sì significhi solo la privatizzazione del trasporto pubblico e in prospettiva un peggioramento del servizio per i cittadini e grosse rendite per i gestori privati. A favore di questa posizione ci sono M5S, Lega, Fdi, Leu e sindacati. “Si vuole far credere erroneamente che mettere a gara il trasporto pubblico con l'eventuale entrata di altri operatori porterà maggiore efficienza, ma non è così. La città sconta un deficit infrastrutturale e noi stiamo lavorando per risolvere questa questione”, ha detto il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano (M5S). La sindaca Virginia Raggi non ha fatto esplicite dichiarazioni pubbliche per il no, anche se ha ribadito la volontà di mantenere l'Atac pubblica e si è limitata ad osservare che il referendum è consultivo.

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