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Ponte Morandi, ditta smentisce la tesi su bobina: non è caduta da tir

Il ponte Morandi di Genova dopo il crollo del 14 agosto (Ansa)
3' di lettura

MCM Autotrasporti di Novi Ligure (Alessandria) nega che a causare il crollo del viadotto lo scorso 14 agosto possa essere stato uno dei suoi camion. "Il rotolo di acciaio era ancora sul semirimorchio quando il tir è finito sollo il ponte"

MCM Autotrasporti di Novi Ligure (Alessandria) nega che a causare il crollo del viadotto lo scorso 14 agosto (LE FOTO DELLA TRAGEDIA) possa essere stato uno dei suoi camion, come ipotizzato il 2 novembre dall'ingegner Agostino Marioni, sentito come teste in Procura. "La bobina era ancora sul semirimorchio, nel proprio alloggiamento, quando il tir è finito sotto il ponte Morandi. Lo si capisce da come si è deformata e dallo stato del mezzo. Tutto è documentato dalle foto della polizia", dice Silvio Mazzarello, uno dei titolari della ditta.

L'ipotesi della bobina caduta dal tir

La tesi che a causare il cedimento del viadotto possa essere stato il rotolo di acciaio pesante 3,5 tonnellate caduto dal tir è stata ipotizzata da Marioni, ex presidente di una società che nel 1993 si occupò di lavori di rinforzo al viadotto. "Dalla visione di alcuni video ho iniziato a ipotizzare che a far collassare il viadotto possa essere stata la caduta del la bobina trasportata dal camion passato pochi secondi prima", ha detto l'ingegnere sentito come persona informata dei fatti in procura per le indagini sul crollo che ha causato la morte di 43 persone. "Secondo i miei calcoli - ha aggiunto - se il tir, che viaggiava a una velocità di circa 60 chilometri orari, avesse perso il rotolo che pesa 3,5 tonnellate avrebbe sprigionato una forza cinetica pari a una cannonata. Verificarlo è semplice: basta controllare se sulla bobina ci sono tracce di asfalto".

Mcm Autotrasporti: ditta "estranea alla vicenda"

Da MCM Autotrasporti, però, è arrivata la replica. "Prima di esprimere pareri, sarebbe necessario approfondire meglio quanto accaduto", insiste Mazzarello, secondo cui la sua ditta è "estranea alla vicenda". La mattina del 14 agosto sul ponte Morandi c'erano due tir della Mcm Autotrasporti, entrambi partiti dall'Ilva di Genova e diretti allo stabilimento di Novi Ligure. "Dal primo, transitato 2 minuti prima del crollo e arrivato regolarmente a destinazione, non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione", spiega Mazzarello. Il secondo è stato invece risucchiato all'indietro dal viadotto che crollava e il conducente, Giancarlo Lorenzetto, è uscito illeso. "Si sta facendo disinformazione - sostiene il titolare della ditta - In 45 anni di attività abbiamo trasportato milioni di chili di coils", le bobine di semilavorati per l'industria siderurgica, "e non abbiamo mai avuto problemi". Inoltre, precisa il titolare, “tutta la documentazione sul peso caricato, 30 quintali, era in regola. Così come la velocità, 29 chilometri orari. Dalla polizia, cui abbiamo trasmesso tutti i dati, non abbiamo ricevuto verbali né altre notifiche, se non quella del sequestro di mezzo e carico". 

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