La videolettera di Riccardo Bocca a Pier Carlo Padoan

Cronaca

L'ex ministro dell'Economia ha più volte sottolineato che "troppi ragazzi italiani lasciano l'Italia attirati da migliori opportunità all'estero". Ma la politica si è dimostrata capace di frenare questo fenomeno?

I giovani troppo spesso sfiduciati e sottovalutati e i neet (coloro che non studiano né lavorano) sono stati al centro della sesta puntata di "Hashtag24, l'attualità condivisa", la trasmissione ideata e condotta dal vicedirettore di Sky tg24, Riccardo Bocca, andata in onda il 26 ottobre. Ospiti della puntata: Cristian Romaniello, deputato M5s; il professore Alessandro Rosina, docente di demografia all'università Cattolica di Milano e il professore Pietro Ichino, giurista, giornalista ed ex senatore del Pd. Al termine della puntata Riccardo Bocca ha inviato una videolettera all'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

La videolettera di Riccardo Bocca

Carissimo Pier Carlo Padoan, le invio questa videolettera perché lei da economista tratta il tema del lavoro e quindi dei giovani, riguardo ai quali si è espresso con chiarezza anche quand'era un ministro della Repubblica. A suo avviso, ha sottolineato, troppi ragazzi italiani lasciano l'Italia attirati da migliori opportunità all'estero, e i numeri le danno ragione. Nell'arco degli ultimi 5 anni 500 mila giovani hanno lasciato l'Italia, mentre il 34% degli under 35 si dice pronto a cambiare nazione pur di trovare un impiego.

Fuga di cervelli, la chiama qualcuno. Ma forse andrebbe semplicemente chiamata fuga, perché il livello delle occupazioni all'estero non sempre è all'altezza delle aspettative. D'altro canto qui da noi le cose non vanno meglio. Anche quando calano i numeri della disoccupazione giovanile, aumenta quello dei ragazzi che si arrendono al non studiare e al non cercare un lavoro. Mentre stando all'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, su un totale di 1,7 milioni di trentenni laureati il 19,5 per cento è senza occupazione, con un 1 su 5 che lavora in posizioni professionali che neppure richiederebbero una laurea. 

Dunque, caro Padoan, c'è un motivo formidabile per cui i ragazzi italiani cercano fortuna all'estero, che non è soltanto quello della stretta necessità economica: c'entra anche la morte progressiva in Italia dei sogni e della speranza. Non crede che la politica abbia fallito proprio su questo fronte, dimostrandosi incapace di sviluppare un lungimirante e solido manifesto programmatico per i giovani?

 



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