Omicidio Yara, pg Cassazione: confermare ergastolo a Bossetti

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"Non ha avuto alcun moto di pietà e l'ha lasciata morire ". Così il sostituto procuratore generale ha ripercorso gli ultimi momenti di vita della 13enne, chiedendo la conferma della sentenza d'appello del 18 luglio 2017. L'imputato: "Fiducioso, ma anche timoroso"

La colpevolezza di Bossetti è stata provata "al di là di ogni ragionevole dubbio". Il muratore di Mapello "non ha  avuto nessun moto di pietà e ha lasciato morire Yara in quel campo". Con queste parole, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Mariella De Masellis, ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Massimo Bossetti, già condannato col carcere a vita in primo e secondo grado, per l'omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo) e ritrovata morta il 26 febbraio 2011 (CONFERMATO L'ERGASTOLO A BOSSETTI)Massimo Bossetti è "fiducioso", ma anche "molto timoroso" e dice "fatemi fare la perizia, scoprirete con sorpresa che io non c'entro", riporta l’avvocato difensore Claudio Salvagni, che ha chiesto di annullare la sentenza e assolvere l'imputato. Bossetti attende il verdetto della Suprema Corte nel carcere di Bergamo, dove è detenuto, mentre i suoi familiari sono in attesa di notizie a casa.

Pg:"Confermare ergastolo"

Il Pg della Cassazione, nel chiedere la conferma dell'ergastolo nei confronti di Bossetti, ha evidenziato come il dna sia stato "dirimente" nel dimostrare la colpevolezza del muratore. Nel dettaglio, la Procura ha smontato pezzo per pezzo i 23 motivi del ricorso della difesa dell'imputato contro la sentenza del 18 luglio 2017, e ha evidenziato che i rilievi del Ris hanno prodotto "risultati dirimenti" tali da escludere che si sia voluto cercare "ad ogni costo un colpevole". In particolare, il Pg replicando alla difesa di Bossetti che lamenta la mancanza del dna mitocondriale, ha evidenziato che "il dna nucleare è maggiormente identificativo della persona" e ha evidenziato "gli stessi occhi azzurri di Bossetti". Bocciato anche il riferimento al caso di Amanda Knox sulla conservazione dei reperti.

"I non ricordo"

Sui tanti "non ricordo" di Bossetti, il pg della Cassazione ha evidenziato come in un evento così "dirompente" come la scomparsa di Yara sia "impossibile da non ricordare. È come - ha detto -  se a ciascuno di noi chiedessero cosa stavamo facendo l'11 settembre quando sono crollate le Torri Gemelle". 

I difensori di Bossetti: "Annullare sentenza di condanna"

I difensori di Bossetti chiedono di annullare la sentenza di condanna all'ergastolo. Gli avvocati hanno chiesto ai giudici della Cassazione di assolvere l'imputato da ogni accusa. "Un provvedimento di annullamento sarebbe impopolare ma coraggioso - dichiara l'avvocato Claudio Salvagni - la gente vuole un colpevole e se Bossetti viene scagionato il colpevole non ci sarebbe". La sentenza impugnata "non dà le risposte che abbiamo richiesto. Il diritto non può piegarsi alla giustizia sostanziale perché una sentenza che oggi sembra giusta domani potrebbe portare a mille ingiustizie. Una sentenza - aggiunge il penalista - deve dare risposte logiche e scientifiche e se queste non ci sono annullarla è doveroso". Il legale torna a dirsi "convinto dell'innocenza di Bossetti": davanti alla Cassazione "l'imputato non è Bossetti, ma la sentenza d'appello - ricorda - mentre nell'udienza di oggi ho assistito alla terza requisitoria nel merito. Il pg ha parlato solo di Bossetti, non della sentenza".

Le tappe della vicenda

Yara scomparve all'uscita della palestra il 26 novembre 2010 e fu trovata senza vita solo tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo a Chignolo d'Isola. Sul corpo furono trovate tracce biologiche, dalle quali i carabinieri sono risaliti a un dna maschile, il cosiddetto Ignoto 1 (LA FOTOSTORIA). Un dna simile a quello trovato mesi dopo su una marca da bollo di un uomo morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Da qui l'intuizione che Ignoto 1 potesse essere un suo figlio illegittimo. Dopo lunghe e complesse indagini, con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona, Massimo Bossetti è arrestato nel giugno 2014. A carico di Bossetti, oltre al dna, anche le riprese di una videocamera con il furgone di Bossetti davanti alla palestra pochi minuti prima della scomparsa di Yara. Il muratore di Mapello si è sempre dichiarato innocente.

Data ultima modifica 12 ottobre 2018 ore 18:27

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